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31 Maggio 2021
13:30

Ex Ilva, arrivano le condanne del processo Ambiente Svenduto sull’inquinamento ambientale

Nel processo Ambiente Svenduto sull’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento ex Ilva sono stati condannati proprietari, vertici, politici, fiduciari e figure istituzionali: tra questi gli ex proprietari Fabio e Nicola Riva a 22 e 20 anni e Nichi Vendola (ex presidente della Regione Puglia) a 3 anni e 6 mesi.

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Ex Ilva, arrivano le condanne del processo Ambiente Svenduto sull’inquinamento ambientale
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Nel processo Ambiente Svenduto sull’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento siderurgico ex Ilva la Corte d’Assise di Taranto ha condannato Fabio e Nicola Riva, gli ex proprietari e amministratori, a 22 e 20 anni di reclusione.

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Una condanna a tre anni e sei mesi è arrivata anche per Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia, accusato di concussione aggravata in concorso perché secondo gli inquirenti avrebbe fatto pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato, condannato invece a due anni perché accusato di favoreggiamento nei confronti appunto di Nichi Vendola.

Le altre condanne nell’ambito del processo, che aveva 47 imputati (44 persone e tre società), riguardano l’ex responsabile delle relazioni istituzionali Girolamo Archinà, condannato a 21 anni e 6 mesi, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, 21 anni e l’ex consulente della procura Lorenzo Liberti, 17 anni e sei mesi. Condannato anche l’ex presidente della Provincia Gianni Florido per tentata concussione e concussione consumata a tre anni di reclusione.

È stata poi disposta la confisca degli impianti dell’area a caldo precedentemente sottoposti a sequestro e delle tre società Ilva Spa, Riva fire e Riva Forni Elettrici.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.