Fridays for Future si schiera a favore dell’eolico off-shore davanti alla costa di Rimini: “Transizione energetica necessaria”

Continua a far discutere il progetto sull’impianto eolico a largo della riviera romagnola. Per il fronte del no le turbine eoliche deturpano l’orizzonte e danneggerebbero il settore tursitico. Ma chi è favorevole al progetto sostiene che è il momento di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Federico Turrisi 26 giugno 2020

Eolico sì, eolico no. Si infiamma il dibattito sul progetto relativo a un parco eolico (sarebbe il primo funzionante in Italia, dal momento che un progetto analogo a Taranto si trascina da anni) davanti alla costa tra Rimini e Cattolica. In un precedente articolo ti avevamo parlato delle ragioni di chi si oppone al progetto: in primis, preoccupa l'impatto a livello paesaggistico delle turbine eoliche che rischia di mettere a repentaglio le prospettive turistiche della riviera romagnola. La società Wind 2000 incaricata del progetto sostiene però che, proprio per ridurne la visibilità, le turbine più vicine verranno installate a 10-12 chilometri dalla costa, dove il fondale è profondo circa 12 metri, mentre quelle più lontane saranno posizionate a 22 chilometri, a una profondità di 32 metri.

Chi invece appoggia la realizzazione dell'impianto eolico offshore è il movimento Fridays for Future Rimini. In una nota si sottolinea come l'eolico off-shore rientri in quelle tecnologie innovative che permettono, in aggiunta alle fonti rinnovabili tradizionali (solare, eolico a terra, idroelettrico), di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Lo scopo principale è pur sempre quello di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, incrementando la quota riservata alle rinnovabili nel mix energetico nazionale. Del resto, è inevitabile se si vuole raggiungere il target delle zero emissioni nette entro il 2050, come prevede il Green New Deal europeo.

"Dal punto di vista ambientale sono sorte molte domande e alcune proteste perché il progetto prevede la realizzazione di 59 aerogeneratori alti circa 200 metri", prosegue il comunicato di Fridays for Future. "È indiscutibile che queste strutture andranno ad impattare sul paesaggio perché saranno visibili dalla costa. Quello che ci chiediamo è quanto saranno visibili. Gli aerogeneratori più vicini saranno a 10 chilometri dalla costa e modificheranno il paesaggio del mare a cui siamo abituati e abituate. D’altra parte, il progetto non prevede una fila di 59 pale eoliche ma una disposizione ad «archi» dei generatori. In questo modo, i generatori più vicini alla costa copriranno la visuale di quelli più lontani".

Tra gli aspetti positivi viene ricordato anche che le fondazioni delle turbine eoliche possono addirittura portare benefici all'ecosistema marino diventando habitat per organismi incrostanti, che sono alla base della catena alimentare dei pesci. "In ogni caso, coinvolgere il più possibile le istituzioni, le persone, le associazioni, le imprese e tutti i soggetti presenti sul territorio è fondamentale per far comprendere l’importanza del passaggio a un nuovo modello di sviluppo basato sulle energie pulite. Per noi realizzare impianti eolici al largo della costa in Italia, come fanno da anni in altri stati del Nord Europa, resta un’opportunità più che un pericolo" , concludono i ragazzi di Fridays for Future Rimini. Ora però bisogna aspettare i risultati della Via, ovvero la Valutazione di Impatto Ambientale, per quanto riguarda il progetto del parco eolico. L'ultima parola spetterà poi al Ministero dell'Ambiente.