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31 Luglio 2020
11:30

Giustizia per Rafiki: condannato a 11 anni il bracconiere che uccise il “re dei gorilla”

Si chiama Felix Byamukama e il tribunale di Kabale, in Uganda, lo ha condannato a 11 anni di carcere per l'uccisione di Rafiki, un esemplare di gorilla di montagna che era a capo di un branco all'interno del parco nazionale di Bwindi. Gli altri tre complici rimangono in carcere, in attesa del processo.

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Giustizia per Rafiki: condannato a 11 anni il bracconiere che uccise il “re dei gorilla”
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Meno di due mesi fa ti avevamo raccontato della triste sorte di Rafiki, un gorilla di montagna, specie soggetta a un forte rischio di estinzione (si stima che ne sopravviva soltanto un migliaio di esemplari, limitati nelle aree protette di Congo, Ruanda e Uganda), che era stato ucciso da quattro bracconieri nel Parco Nazionale di Bwindi, in Uganda. Rafiki non era un gorilla qualunque, ma era il capo di un branco di 17 individui, che dopo la sua morte è rimasto sprovvisto di una figura leader.

Adesso arriva la notizia che Felix Byamukama, l'uomo che si è dichiarato colpevole di essere entrato illegalmente nell'area protetta e di aver ucciso il gorilla, è stato condannato da una corte del tribunale di Kabale a 11 anni di carcere. In precedenza, Byamukama aveva dichiarato che era stato costretto a uccidere l'animale dopo che questi lo aveva attaccato.

Esulta l'Uganda Wildlife Authority, che ha commentato positivamente la sentenza: "Giustizia è fatta". Le indagini hanno dimostrato che Rafiki è morto dopo essere stato trafitto da un oggetto appuntito, che ha raggiunto gli organi interni. Il giorno dopo, una squadra dell'Uganda Wildlife Authority ha rintracciato Byamukama in un villaggio vicino al parco nazionale di Bwindi, trovandolo con attrezzatura da caccia insieme ad altre tre persone. Costoro, che sono ritenuti coinvolti nell'uccisione di Rafiki, hanno negato le accuse e sono attualmente trattenuti in carcere, in attesa di essere giudicati.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.