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17 Maggio 2021
16:00

Gli avevano distrutto settanta arnie: per aiutare il giovane apicoltore sono stati raccolti quasi 70mila euro

Pochi giorni fa Mattia Landra aveva trovato le sue 70 arnie completamente distrutte in un atto vandalico e mirato. Ma grazie alla solidarietà nei suoi confronti e la voglia di aiutarlo a recuperare il lavoro perduto, sono stati raccolti quasi 70mila euro per permettergli di continuare la propria attività e mettere in campo nuovi progetti.

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Gli avevano distrutto settanta arnie: per aiutare il giovane apicoltore sono stati raccolti quasi 70mila euro
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Mattia Landra ha 33 anni, è originario della Valle Maira, nel cuneese e fa l’apicoltore. Un mestiere difficile per il quale sono necessarie passione, competenza, devozione, attenzione. In particolare per produrre, come fa lui, miele biologico nell’azienda da lui fondata, Jal Vert.

Da poco tempo aveva trasferito le sue api a Candia, in provincia di Torino per sfruttare le fioriture dell’acacia e produrre nuovo miele. Qui, però, forse per vendetta o puro vandalismo, l’11 maggio qualcuno ha deciso di mandare in fumo tutto il suo duro lavoro, distruggendo tutte le sue 70 arnie. Un gesto mirato, minaccioso e distruttivo che aveva gettato Mattia nella disperazione, consapevole che potesse trattarsi di qualcuno che non gradiva la sua presenza di “forestiero”.

Di tutte le famiglie presenti nelle sue arnie Mattia è riuscito a salvarne solo cinque. E anni e anni di impegno rischiavano di essere perduti per sempre. Se non fosse che, ancora una volta, la macchina della solidarietà si è messa in moto e lo ha fatto attraverso una raccolta fondi. In pochissimo tempo sono stati raccolti oltre 60mila euro per aiutare Mattia a ricostruire la propria attività.

La raccolta fondi per salvare il lavoro di Mattia terminerà il 20 maggio, in occasione della giornata delle api. In quell’occasione verranno lanciati due progetti che vedranno coinvolte proprio le api di Mattia. Uno riguarderà attività educative per i bambini, l’altro l’apicoltura nelle zone marginali. Perché da questa brutta esperienza lui ha scelto di tirare fuori tutto il buono.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.