Groenlandia: in aumento suicidi, alcolismo e ansia per colpa dei cambiamenti climatici

Si chiama Greenlandic Perspectives Survey ed è la prima indagine nazionale mai effettuata in Groenlandia sulla reazione della popolazione ai cambiamenti climatici, quegli stessi cambiamenti climatici che in un solo giorno di agosto hanno causato la perdita di circa 10 milioni di tonnellate di ghiacci.
Sara Del Dot 13 agosto 2019

Stress, ansia, condizioni di lutto e dolore ecologico al momento troppo sottovalutate ma che in futuro potrebbero rivelarsi un vero e proprio dramma che non saremo pronti ad affrontare. Perché in questi anni i cambiamenti climatici sono stati studiati e analizzati, ma quasi esclusivamente solo dal punto di vista del territorio e delle conseguenze sull’ambiente, senza considerare gli effetti sulla salute fisica e sopratutto mentale delle popolazioni coinvolte.

Te la ricordi quella dolorosa immagine dei cani da slitta che corrono sull’acqua invece che su uno strato di ghiaccio e neve? Ecco, mi sto riferendo proprio a quello. Quell’immagine potrebbe essere infatti considerata il simbolo non solo dello scioglimento dei ghiacci nel nord del Pianeta dove dovrebbero essere perenni, ma anche della disgregazione di un’intera cultura, di una tradizione, di uno stile di vita che va avanti da sempre e che invece ora rischia di scomparire, portandosi dietro anche la sua popolazione.

Sono infatti già diversi gli abitanti della Groenlandia hanno dichiarato di essere stati talmente colpiti dai cambiamenti climatici da venire costretti ad abbattere i loro cani da slitta per ragioni economiche dovute all’assenza di freddo e quindi di ghiaccio e neve. Sconcertante vero? Eppure si tratta di solo uno degli effetti negativi che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla vita e sulla psiche delle comunità che abitano in queste zone. A portarlo allo scoperto, la prima indagine nazionale mai realizzata in Groenlandia, realizzata per capire meglio gli impatti del climate change non tanto sul territorio quanto sulle popolazioni che lo abitano.

I cittadini della Groenlandia hanno quindi ottenuto prevalentemente stress e ansia dai cambiamenti climatici, in particolare considerata la necessità sempre più impellente di dover modificare radicalmente il proprio stile di vita per adattarsi al totale cambiamento del proprio habitat. Le comunità nordiche sono quelle colpite in modo più evidente dal riscaldamento globale, ma sono anche quelle più trascurate dalle analisi scientifiche. Non dimentichiamo che la Groenlandia è quel territorio che in una sola giornata di agosto ha perso oltre 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio, riversatisi letteralmente a fiumi nel mare.

La ricerca

L’indagine di cui stiamo parlando si chiama Greenlandic Perspectives Survey ed è stata condotta dal Centro per i dati sociali dell'Università di Copenhagen, dal Kraks Fond Institute for Urban Economic Research e dall'Università della Groenlandia. Secondo chi ha condotto lo studio, quest’ultimo rappresenta lo strumento tanto atteso attraverso cui le popolazioni di questa parte del mondo possono finalmente far sentire la propria voce in merito al fenomeno del riscaldamento globale. Perché sì, le analisi sulla condizione dell’ambiente sono tantissime, ma prima d’ora mancavano completamente indagini sulla gestione di questi cambiamenti da parte delle popolazioni che questo ambiente lo vivono. Lo studio ha campionato circa il 2% della popolazione abbracciando un’area grande quanto tre volte la Francia.

Gli abitanti della Groenlandia sono infatti distribuiti in 17 piccole città e 60 villaggi tutti raccolti in una striscia di territorio lungo la costa. L’intera isola ha a che fare con alcune delle problematiche più impegnative al mondo, presentando alti livelli di alcolismo e tassi di suicidio storicamente sproporzionati.

Ma veniamo all’indagine: oltre il 90% degli intervistati afferma di aver accettato il cambiamento climatico in atto, e il 76% ha avuto un’esperienza diretta di questi cambiamenti nella vita quotidiana. 

In una dichiarazione apparsa sul Guardian, Courtney Howard, presidente del CdA dell’Associazione Canadese dei medici per l’ambiente, che vive e lavora nell’Artico, ha affermato che l’intersezione tra l’emergenza climatica e la salute mentale e fisica delle persone diventerà in futuro una delle questioni principali da affrontare a livello globale. E ha aggiunto che ci stiamo muovendo troppo lentamente per formare futuri medici e professionisti per aiutare i cittadini che in un futuro non troppo lontano dovranno affrontare problemi riguardanti proprio il cambiamento climatico.

Fonte | Greenlandic Perspectives on Climate Change 2018-2019