Il giardino terapeutico: un luogo di pace in cui trovare il benessere a contatto diretto con la natura

Uno spazio naturale per accompagnare cura, riabilitazione e reinserimento, nato per aiutare le persone a stare meglio anche in momenti e situazioni di malattia o difficoltà.
Sara Del Dot 29 Marzo 2021

Trascorrere del tempo nella natura fa bene e piacere a chiunque, ma ci sono persone che potrebbero averne bisogno più di altre. Non tutti infatti, soprattutto se vivono in grandi città, hanno la possibilità di spostarsi per passeggiare nel verde, sentire il profumo dei fiori, cogliere un frutto o ascoltare lo scroscio di un ruscello. Eppure, in molti casi questa attività potrebbe non rappresentare soltanto un piacevole passatempo, ma una vera e propria terapia, non farmacologica ovviamente. Per questo devi sapere che esiste un modo per portare il benessere della natura fin dentro alle città, anzi, proprio negli spazi in cui potrebbe essercene più bisogno. Si chiama “giardino terapeutico” e si tratta di un’area sapientemente progettata in grado di portare beneficio fisico, sensoriale, emozionale e psicologico a chiunque ne abbia bisogno. Che si tratti di una persona sola, malata, in via di guarigione o fragile sotto diversi punti di vista.

Cos’è il giardino terapeutico

Il concetto di “giardino terapeutico” deriva molto probabilmente dal corrispettivo nato in Inghilterra, dove viene chiamato “Healing garden”, giardino della guarigione. Si tratta di uno spazio pensato e progettato appositamente, secondo una serie di indicazioni, criteri e obiettivi, per aiutare chi sta male a trovare sollievo e benessere attraverso il contatto, attivo o passivo, con la natura. Qui, infatti, la natura è la grande protagonista nelle sue diverse forme e l’obiettivo è quello di stimolare un’interazione, che può limitarsi anche solo a osservare un fiore o ascoltare il suono di un ruscello, con l’ambiente circostante.

Puoi trovare un giardino terapeutico all'interno di strutture ospedaliere, case di riposo, centri per anziani, centri di riabilitazione, carceri ma anche in luoghi didattici come asili e scuole.

Come è fatto

Il giardino terapeutico viene progettato da un professionista (o meglio, un team di professionisti) che sa come organizzare gli spazi in modo tale da consentire un beneficio a 360 gradi e un’interazione bilanciata che agisca su più fronti. Non devi pensare che realizzare uno spazio di questo genere sia cosa semplice e che basti riempire un giardino di belle piante. Gli aspetti da considerare, infatti, sono diversi: ad esempio potrebbero transitarci persone in carrozzina o con difficoltà di deambulazione, e quindi è necessario rendere il terreno adatto a queste possibilità. Bisogna poi valutare il tipo di benessere che deve esserne tratto, ma anche la sicurezza, l’accessibilità, il coinvolgimento di tutti i sensi per un percorso di benessere che sia olistico.

All’interno del giardino terapeutico puoi trovare tantissimi elementi diversi integrati tra loro, ciascuno con una propria specifica funzione, destinata ad attivare positivamente ogni senso dell’individuo. Ad esempio, passeggiando per un giardino terapeutico, lungo un terreno morbido e ricoperto di foglie oppure un vialetto circolare in pietra puoi sentire il profumo dolce e avvolgente dei fiori o delle erbe aromatiche mentre la tua mente viene coccolata dal suono dell’acqua che scorre lungo un ruscello o zampilla da una fontana. Come avrai capito, gli elementi che si possono aggiungere a un healing garden sono tantissimi. L’importante è saperli posizionare e utilizzare per rendere l’esperienza più avvolgente ed efficace possibile.

Negli spazi dedicati al giardino, l’obiettivo dovrebbe essere quello di offrire aree in cui esercitare varie attività, come la pet-therapy, l’orto terapia, l’arte terapia, percorsi sensoriali e tutto ciò che possa contribuire a un’integrazione tra le varie discipline non farmacologiche.

I benefici

Usufruire dello spazio di un giardino terapeutico può essere utile a tutti, indipendentemente dall’età e dalle problematiche. I benefici con cui si esce da questo spazio, infatti, possono essere psicologici, fisici, emozionali e sensoriali, grazie alla quantità di stimoli forniti durante la permanenza. Nello specifico, ecco alcuni aspetti davvero positivi di questo luogo, che lasciano immaginare facilmente l’importanza di replicarne dei modelli un po’ ovunque nel mondo.

  • Aiutano ad affiancare i percorsi terapeutici delle persone affette da malattie degenerative come morbo di Alzheimer e Parkinson.
  • Aiutano a risollevare l’umore e a contribuire a lenire stati di depressione
  • Favoriscono la calma e il benessere psicofisico
  • Aiutano ad attenuare le sindromi di deficit di attenzione e di iperattività
  • Favoriscono il lavoro del sistema immunitario
  • Accompagnano percorsi di riabilitazione in seguito a operazioni
  • Favoriscono il reinserimento sociale grazie anche all’apprendimento di nuove competenze e attività