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30 Giugno 2019
13:30

Il koala è in estinzione (funzionalmente), ma in Australia c’è chi lotta ogni giorno affinché non accada

Sebbene siano stati recentemente dichiarati funzionalmente estinti, i koala esistono ancora e vanno protetti. Lo sanno bene tutte le associazioni australiane dedicate alla loro salvaguardia, che ogni giorno combattono per preservare e ricostruire il loro habitat.

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Il koala è in estinzione (funzionalmente), ma in Australia c’è chi lotta ogni giorno affinché non accada
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Poco tempo fa, sono stati definiti “funzionalmente estinti” dal Wwf e dall’Australian Conservation Found. Eppure pare che, ai koala, l’Australia non sia affatto pronta a rinunciare. Nonostante si trovino in condizione di perenne rischio e il loro numero si sia ridotto da 10 milioni a 50mila in pochi decenni, diverse associazioni di volontariato hanno deciso di non darsi per vinte. La loro intenzione è quella di riuscire a creare un corridoio lungo 50 chilometri di alberi di eucalipto per recuperare, o almeno provarci, l’habitat di queste creature. Il ripristino della loro casa, infatti, è fondamentale per evitare, o almeno ritardare, la loro vicina estinzione.

Così, l’associazione Bangalow Koalas ha già piantato circa 12mila alberi, puntando ad arrivare a 100mila entro il 2025. Anche il gruppo Friends of the Koala sta cercando disperatamente di salvaguardare i koala, impedendo fisicamente la deforestazione di alcune zone e salvando esemplari in pericolo, curandoli e proteggendoli, per poi rimetterli in libertà. Ma è dall’alto che la vera soluzione deve arrivare. Gruppi e organizzazioni infatti sottolineano l’importanza fondamentale di mettere in pratica politiche reali di salvaguardia di questa specie, che non lascino i volontari a lottare da soli.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.