video suggerito
video suggerito
12 Maggio 2020
14:30

Il lockdown non ha migliorato le acque del Po. Secondo le analisi, è rimasto contaminato come prima

Nel periodo di lockdown, le acque del fiume nella sua parte torinese sono state rese più limpide, ma soltanto in apparenza. Secondo le analisi Arpa, infatti, la contaminazione è rimasta uguale.

2 condivisioni
Il lockdown non ha migliorato le acque del Po. Secondo le analisi, è rimasto contaminato come prima
Immagine

Non si fa che parlare di come lo stato di lockdown abbia migliorato la salute delle acque di fiumi, laghi, canali e mari. Pesci colorati che tornano visibili in assenza dello sporco provocato dalle imbarcazioni, meduse in mezzo a Venezia, delfini che sguazzano nei porti deserti e tanti altri effetti naturali incredibili ci hanno aperto il cuore nel corso di questo periodo immobile in cui la natura è tornata al centro. Eppure, non tutto è come sembra. Il Po, ad esempio, è rimasto esattamente come prima sebbene possa apparire un po’ più pulito. Almeno nel suo tratto torinese.

A dirlo sono i risultati delle analisi dell’Arpa Piemonte, che ogni mese preleva campioni di acqua per valutare la salute delle acque del fiume. I prelevamenti avvengono in cinque punti e vengono valutati sulla base di 180 parametri. Come spiegato dal direttore generale di Arpa, il fatto che il fiume fosse più limpido è riconducibile all’assenza prolungata di piogge che solitamente smuovono le acque rendendole più torbide, ma il livello di contaminazione è lo stesso del periodo pre-lockdown.

A volte, quindi, il cambiamento è solo apparente ed è necessario osservare più a fondo e in modo più analitico per comprendere meglio cosa sta accadendo.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.