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29 Luglio 2021
18:00

Il mistero dei dischetti di plastica ritrovati sulle spiagge dell’isola d’Elba (e non solo)

Da qualche mese ormai centinaia di oggetti di plastica, poco più grandi di un pollice, continuano a spiaggiarsi nel Tirreno settentrionale (spingendosi anche in Corsica e nel nord della Sardegna). Ma da dove provengono? Potrebbe trattarsi di supporti utilizzati negli impianti di depurazione delle acque reflue.

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Il mistero dei dischetti di plastica ritrovati sulle spiagge dell’isola d’Elba (e non solo)
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L'isola d'Elba è alle prese con un'invasione insolita e decisamente poco gradita. Negli ultimi giorni (ma il fenomeno si verifica da qualche mese) il mare sta portando sulle spiagge degli strani dischetti di plastica. Oltre a rilasciare microplastiche che inquinano l'ecosistema, si tratta di oggetti molto pericolosi perché, essendo di piccole dimensioni, potrebbero essere accidentalmente ingeriti da tartarughe o altri animali marini. La spiaggia più colpita è quella di Procchio, nel Comune di Marciana, dove ne sono stati raccolti a centinaia. Tuttavia, turisti e abitanti segnalano la presenza di questi dischetti su diverse spiagge dell'isola.

Se ricordi, non è la prima volta che te ne parliamo. Nella scorsa primavera eventi del genere avevano interessato sempre l'isola d'Elba, ma anche alcune spiagge del Lazio, in particolare tra Formia e Gaeta. Come spiega Legambiente Arcipelago Toscano, sembra che questi ritrovamenti avvengano soprattutto quando soffiano venti dal quadrante nord. Il problema riguarda tutto il Tirreno settentrionale, dalla Versilia alla Corsica, passando per la costa di Orosei, in Sardegna. Ma alcuni dischetti sono stati segnalati anche più a sud, per esempio a Marina di Pescia Romana, in provincia di Viterbo, e perfino in Sicilia.

"Si tratta di un inquinamento che sembra non avere fine e che si sta ampliando da un’area che sembra coincidere con quella del cosiddetto vortice di microplastica presente a nord dell’Elba e tra l’Isola di Capraia e la Corsica", evidenzia l'associazione ambientalista, che chiede di fare luce al più presto sulla provenienza di questi oggetti. "Dischetti di questa tipologia si trovano in vendita anche su Internet, spesso prodotti da industrie cinesi, e servono alla depurazione delle acque, ma anche per la pulizia dei serbatoi delle navi".

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.