Il testo definitivo del Decreto Clima del ministro Costa: ecco cosa prevede la legge

Il Decreto Clima del governo Conte bis è stato approvato in Consiglio dei Ministri e pubblicato il 14 ottobre in Gazzetta Ufficiale. Rispetto alla bozza precedente, ci sono state alcune modifiche. Vediamo insieme il contenuto del testo articolo per articolo.
Sara Del Dot 16 ottobre 2019

Bonus sugli abbonamenti dei mezzi pubblici per chi rottama la propria automobile o la moto, incentivi per i negozi che vengono prodotti sfusi eliminando la plastica monouso, spinta verso scuolabus non inquinanti, maggiore trasparenza e conoscenza per i cittadini, più alberi nelle città molto altro.

Dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio dei Ministri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo del decreto legge 14 ottobre 2019 n.111, chiamato anche “Decreto Clima”, in vigore a partire dal 15 ottobre 2019. Il testo, dal titolo “Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229”, si sviluppa in nove articoli in cui si promuovono buone pratiche ambientali per avvicinarsi progressivamente al Green New Deal annunciato da nuovo Governo, su cui il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha deciso di puntare per spingere l’Italia verso una transizione ecologica.

Ma cosa prevede esattamente questo decreto? Qualche giorno fa, in seguito alla sua approvazione in Consiglio dei Ministri, ne avevamo già citato i punti principali. Ora, in seguito alla sua pubblicazione, cerchiamo di analizzarlo articolo per articolo, valutando anche le differenze introdotte rispetto alla sua prima bozza.

Il Decreto Clima articolo per articolo

Articolo 1 – Misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sarà approvato il Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria. Ciascuna amministrazione dovrà conformarsi a questi obiettivi.

Articolo 2 – Misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane

Come era stato anticipato nella bozza, sono previsti incentivi per chi rottamerà la propria auto, incentivi che saranno utilizzabili per spingere verso l’utilizzo del trasporto pubblico per sé o per i propri conviventi. La differenza sta nella quantità dell’incentivo (che nella bozza era fissato a 2000 euro) e nei servizi che il cittadino potrà utilizzare con il bonus, chiamato ora “Bonus mobilità”. In più, l’auto da rottamare dovrà essere omologata fino alla classe Euro 3 e non Euro 4 come era stato ipotizzato. Nello specifico:

Per incentivare la mobilità sostenibile nelle città metropolitane, viene istituito il fondo “Programma sperimentale buono mobilità” che prevede uno stanziamento di 5 milioni per il 2019, 70 milioni per il 2020, 70 milioni per il 2021, 55 milioni per il 2022, 45 milioni per il 2023, 10 milioni per il 2024. Inoltre sono previsti per chi rottama entro il 31 dicembre 2021 la propria auto omologata fino alla classe Euro 3 o la moto fino a Euro 2 o Euro 3, dei buoni mobilità da 1500 euro per auto e da 500 per motociclo da usare nei tre anni successivi “per  l'acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita.”

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, è previsto lo stanziamento di 20 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, destinati ad ammodernamento, prolungamento e messa a norma di corsie preferenziali.

Articolo 3 – Disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile

Anche per quanto riguarda il trasporto scolastico per le scuole d’infanzia ed elementari sono state riprese le disposizioni della bozza, sottolineando l’intenzione di convertire quanti più mezzi possibili in veicoli ibridi o elettrici per migliorare la qualità dell’aria. Come prevedeva la bozza, è quindi previsto lo stanziamento di 10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per ammodernare e implementare il servizio di trasporto scolastico, ovvero gli scuolabus, rendendoli ibridi o elettrici.

Articolo 4 – Azioni per la riforestazione

Previsto un programma sperimentale per piantare alberi e creare foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane, per i quali è prevista la spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anno 2020 e 2021. Inoltre, è incentivato il rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali nei luoghi a rischio idrogeologico in cui gli alberi potrebbero esercitare funzione protettiva.

Articolo 5 – Ulteriori disposizioni per fronteggiare le procedure di infrazione in materia ambientale

Verrà nominato un Commissario unico direttamente dalle pubbliche amministrazioni, che resterà in carica per un triennio e si occuperà di problematiche ambientali come le discariche abusive aiutato da un team di 12 persone, anch'esse selezionate nell'ambito delle pubbliche amministrazioni e dotate di competenze in ambito ambientale. Il Commissario opererà presso il Ministero dell'Ambiente.

"Il Commissario unico per la realizzazione degli interventi attuativi della sentenza di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 2 dicembre 2014 relativa alla procedura di infrazione europea n. 2003/2077, può  avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, nei limiti della normativa europea vigente, di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n.132, delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici dotate di specifica competenza tecnica, nell'ambito delle aree di intervento utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica."

Articolo 6 – Pubblicità dei dati ambientali

I cittadini hanno il diritto di conoscere i dati ambientali rilevati dalle istituzioni in modo semplice e completo. Per questo, nel decreto clima è previsto che “I gestori di centraline e di sistemi di rilevamento automatico dell'inquinamento atmosferico, della qualità dell'aria e di  altre forme di inquinamento e i gestori del servizio idrico pubblicano in rete le informazioni  sul funzionamento del dispositivo, sui rilevamenti effettuati e tutti i dati acquisiti.” Tutti i dati in materia ambientale saranno acquisiti dall’Ispra, che potrà anche raccoglierne altri e renderli pubblici e accessibili ai cittadini in una sezione dedicata sul sito del Ministero dell’Ambiente.

Articolo 7 – Misure per l’incentivazione di prodotti sfusi e alla spina

Ai piccoli esercenti commerciali che vendono prodotti (alimentari o per la pulizia) sfusi o alla spina è riconosciuto un contributo economico a fondo perduto pari alla spesa sostenuta e documentata di massimo 5000 euro per ciascun negoziante. Il contributo sarà disponibile fino all’esaurimento delle risorse che sono complessivamente di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Un vero e proprio incentivo per questi “green corner” che hanno eliminato la plastica monouso dalle proprie confezioni, in modo da incentivare questa pratica virtuosa grazie a un contributo economico. A differenza della bozza iniziale, però, non ci saranno incentivi economici destinati ai clienti per l’acquisto di questi prodotti, ma soltanto, appunto, agli esercenti.

Articolo 8 – Proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189

Modifiche all’articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

Articolo 9 – Entrata in vigore