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17 Giugno 2020
14:00

In Giappone sono state create 1700 trote in estinzione grazie alle cellule staminali

Creare nuovi esemplari di specie in via di estinzione a partire dalla coltivazione delle cellule germinali in laboratorio. È ciò che è accaduto in Giappone, dove sono state create 1700 trote iridee per salvaguardare la specie dall’estinzione.

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In Giappone sono state create 1700 trote in estinzione grazie alle cellule staminali
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Dove la natura non ce la fa più, spesso a causa dell’uomo, ecco che l’uomo arriva per rimediare. A volte. In effetti, al momento nel mondo le specie in estinzione sono tante, e tanto si sta facendo a livello scientifico per riuscire a salvaguardarne la permanenza sul Pianeta. La biodiversità, infatti, è quanto di più prezioso la natura possa offrirci. Ci dà salute, cibo, possibilità di sopravvivenza, resilienza. Eppure sempre più spesso e sempre più sconsideratamente non le prestiamo la dovuta attenzione, salvo poi spaventarci e lamentarci della sua progressiva scomparsa.

Così, vengono introdotti metodi sempre nuovi e sempre più tecnologicamente avanzati per far fronte all’emergenza “estinzione”. L’ultima frontiera è quella della creazione di nuovi esemplari a partire dalle cellule staminali prelevate da animali in vita. In Giappone, è appena accaduto con dei pesci.

Si tratta di uno studio effettuato da un team di ricercatori della Tokyo University Marine Science and Technology e pubblicato su Communication Biology. Gli esperti sono riusciti a riprodurre in laboratorio ben 1.700 trote iridee per ripopolare la zona di questa specie in via d’estinzione, grazie alla proliferazione di massa di cellule staminali germinali in vitro. In pratica, a partire dalle cellule di un esemplare maschio è stato prodotto del nuovo materiale genetico che ha permesso di coltivare in maniera artificiale questa specie di pesce, aprendo una nuova finestra di possibilità per la sopravvivenza anche del mondo ittico.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.