
Sale a due il bilancio delle vittime della violenta esplosione avvenuta a Cassino il 24 agosto 2026. Katia Caterina Adinolfi, 40 anni, è morta nella notte del 9 settembre al Centro Grandi Ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove era ricoverata dopo la deflagrazione che aveva devastato l'appartamento nel quale si trovava insieme al compagno.
Dieci giorni prima era morto anche Carmine Sirica, infermiere di 54 anni, rimasto coinvolto nella stessa esplosione.
La tragedia si era consumata in un appartamento di via Guado Santa Maria, a Cassino. La forza della deflagrazione aveva provocato danni gravissimi all'abitazione e il crollo di parte del tetto della palazzina.
Katia Adinolfi muore dopo il ricovero a Roma
Katia era rimasta gravemente ferita nell'esplosione e, dopo i primi soccorsi, era stata trasferita al Centro Grandi Ustionati del Sant'Eugenio di Roma.
La donna, operatrice socio-sanitaria originaria della provincia di Salerno, lavorava nel settore sanitario ed era legata professionalmente all'ospedale Santa Scolastica di Cassino.
Dopo oltre due settimane di ricovero è arrivata la notizia della sua morte.
Con il decesso di Katia, la tragedia del 24 agosto conta così due vittime.
Dieci giorni prima era morto Carmine Sirica
Il compagno, Carmine Sirica, non ce l'aveva fatta già nei giorni immediatamente successivi all'esplosione.
L'uomo aveva 54 anni ed era un infermiere. Anche lui era stato trasferito al Sant'Eugenio di Roma dopo essere rimasto gravemente ferito nella deflagrazione.
Sirica è morto il 29 agosto, cinque giorni dopo l'esplosione.
Katia era rimasta ricoverata nella stessa struttura romana fino al decesso avvenuto nella notte del 9 settembre.
L’esplosione nella mattina del 24 agosto
Tutto era iniziato nella mattinata di lunedì 24 agosto 2026, intorno alle 8.45.
Una violenta esplosione aveva devastato l'appartamento situato all'ultimo piano di uno stabile in via Guado Santa Maria, nella zona nord di Cassino.
La deflagrazione era stata così forte da provocare il crollo del tetto e rendere l'abitazione inagibile.
Katia e Carmine erano all'interno dell'appartamento quando si è verificata l'esplosione.
I soccorsi e il trasferimento al Sant’Eugenio
Immediatamente dopo il boato erano intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario del 118.
I due erano stati inizialmente portati all'ospedale di Cassino. Considerata la gravità delle loro condizioni, successivamente era stato disposto il trasferimento al Sant'Eugenio di Roma.
Nei giorni seguenti l'attenzione era rimasta concentrata sulle condizioni della coppia.
Il 29 agosto era arrivata la notizia della morte di Carmine. Il 9 settembre quella di Katia.
L’ipotesi della fuga di gas
Resta da stabilire con certezza che cosa abbia provocato l'esplosione.
Fin dalle prime ore successive alla tragedia, gli accertamenti hanno preso in considerazione l'ipotesi di una fuga di gas all'interno dell'abitazione.
Secondo la ricostruzione riportata nella fonte originaria, la deflagrazione sarebbe avvenuta nel momento in cui la coppia si trovava in cucina e avrebbe acceso il fornello per preparare il caffè.
Questo particolare rientra però nella ricostruzione dell'accaduto: le cause esatte dell'esplosione sono oggetto degli accertamenti degli investigatori.
La Procura di Cassino apre un’inchiesta
Sulla tragedia sta lavorando anche la Procura della Repubblica di Cassino.
È stata aperta un'indagine per omicidio colposo, al momento contro ignoti, con l'obiettivo di ricostruire tutti gli aspetti della vicenda e individuare eventuali responsabilità.
Gli accertamenti dovranno chiarire l'origine della deflagrazione e la sequenza esatta degli eventi che hanno portato all'esplosione.
L'ipotesi della fuga di gas resta quindi al vaglio degli investigatori e non deve essere considerata, allo stato degli accertamenti, una conclusione definitiva.
Un boato e il crollo del tetto
La potenza dell'esplosione aveva provocato conseguenze evidenti sull'edificio.
Il tetto della palazzina era parzialmente crollato e travi e tegole erano finite all'interno dell'abitazione. Per ragioni di sicurezza erano state interessate dalle operazioni anche le abitazioni vicine.
Le immagini arrivate da Cassino nelle ore successive avevano mostrato la parte superiore dello stabile pesantemente danneggiata.
Quella che sembrava inizialmente una gravissima esplosione con due feriti si è trasformata, nel giro di poche settimane, in una tragedia con due vittime.
Katia e Carmine lavoravano nella sanità
A rendere ancora più dolorosa la vicenda è anche la storia professionale della coppia.
Entrambi lavoravano nel settore sanitario: Carmine era infermiere, mentre Katia era operatrice socio-sanitaria.
La loro quotidianità era legata all'ospedale Santa Scolastica di Cassino, la stessa città nella quale vivevano e dove, nella mattina del 24 agosto, si è verificata l'esplosione.
Prima è arrivata la morte di Carmine, cinque giorni dopo la deflagrazione. Poi, nella notte del 9 settembre, quella di Katia.
Ora l'inchiesta della Procura dovrà fare piena luce su cosa sia realmente accaduto nell'appartamento di via Guado Santa Maria e sulle cause che hanno trasformato una mattina qualunque in una tragedia costata la vita alla coppia.