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4 Febbraio 2021
18:00

La balenottera azzurra è in pericolo a causa delle navi e dei pescherecci che transitano nelle sue acque

Chiglie, pale, eliche e in generale le grandi imbarcazioni che attraversano ogni giorno il Pacifico stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza della balenottera azzurra che, per evitare di venirne colpita o di essere uccisa, si è spostata in aree in cui non c’è abbastanza cibo.

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La balenottera azzurra è in pericolo a causa delle navi e dei pescherecci che transitano nelle sue acque
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Di storie su di loro se ne sono raccontate tante, in passato nei romanzi di avventura e nel presente per i pericoli in cui incorrono quotidianamente. Pericoli che, presto, potrebbero portarle alla definitiva sparizione.

Sto parlando della balenottera azzurra, il più grande mammifero del mondo, che abita le acque del Pacifico Meridionale. Almeno per ora. Infatti secondo uno studio apparso sulla rivista Nature, la sopravvivenza di questa specie è in serio pericolo per colpa delle navi e pescherecci, per la gran parte legate all’allevamento del salmone, che attraversano quell’area ogni giorno invadendo gli spazi in cui questi cetacei si muovono quotidianamente.

Le eliche e le chiglie delle imbarcazioni, infatti, colpiscono questi animali ferendoli e impedendo lo svolgersi della loro vita naturale. Così nel corso del tempo questi animali si sono spostati a sud dove però è presente molto meno cibo di quello che dovrebbe essere sufficiente. Insomma, restare significa rischiare di morire per traumi o ferite, mentre andarsene implica poter morire di fame.

Per questo sarebbe necessario istituire delle aree protette in questi animali possano muoversi, riprodursi e nutrirsi in tranquillità, salvaguardando la specie garantendone la sopravvivenza.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.