La bulimia, da migliore amica a vento nero che porta via ogni cosa. La storia di Giorgia

Giorgia ha 25 anni e per otto ha sofferto di bulimia. Per molto tempo i suoi sogni sono rimasti appesi alla bilancia, oggi però ha trovato il modo di fare della malattia la sua forza.
Beatrice Barra 2 Giugno 2022
* ultima modifica il 02/06/2022

Un pullover color lavanda – per ricordarci che tutto ha un significato –, occhi profondi che diventano spesso lucidi durante la chiacchierata e tanta voglia di raccontarsi: "Mi chiamo Giorgia Bellini, ho 25 anni e per otto ho sofferto di bulimia".

La storia di Giorgia inizia molto tempo fa, quando lei ha solo sette anni. È un giorno di scuola come tutti gli altri ed è l'ora della merenda. Giorgia ha portato il panino che le ha preparato la nonna – "un panino di dimensioni normali", ci tiene a precisare – ma la maestra, vedendolo, dice "che panino grande, i tuoi genitori non dicono nulla?". Queste parole rimangono impresse nella sua mente così a lungo e così profondamente che Giorgia, da quel giorno, non porterà più la merenda a scuola. Mai più.

Devi sapere che "I disturbi alimentari sono malattie mentali" e basta pochissimo per innescarle in persone fragili. Quello che Giorgia ricorda di se stessa bambina è il costante desiderio di essere perfetta agli occhi degli altri. Una brava figlia, una brava nipote, una brava amica, una brava studentessa. È per questo motivo che le parole della sua maestra hanno generato in lei un senso di inadeguatezza troppo grande da gestire. Un vuoto che "non sapevo come altro colmare, se non con il cibo".

Nel libro "Nata due volte" Giorgia racconta la sua storia.

E così è partito lo slalom tra momenti di digiuno e quelli di abbuffate, seguiti da "comportamenti compensatori come vomito e  lassativi" e da un senso di colpa e un odio verso quei gesti e verso se stessa. Perché è questo che succede quando "ti prometti che è l'ultima volta e poi non lo è mai". Quello che Giorgia tiene a precisare è che durante tutto il periodo della malattia lei è sempre stata normo peso. "Non è il peso che giustifica il dolore". 

La bulimia all'inizio è stata per Giorgia un'amica, sempre presente, che la aiuta a coprire la solitudine e la mancanza di affetto e attenzioni. Qualcosa su cui avere il controllo in ogni momento. Con il tempo, però, "è diventata un vento nero" che la priva di tutto: affetti, piaceri, voglia di vivere. Il frigo e la bilancia diventano presto i suoi peggior nemici, non c'è più il piacere di una colazione fuori o una pizza con gli amici. Scomparire – sia facendo diminuire i chili segnati dalla bilancia che in senso stretto – sembra essere l'unica via d'uscita per lei. E così tenta due volte il suicidio: è in quel momento, dopo aver toccato il fondo a soli 18 anni, che Giorgia si rende conto di dover riprendere in mano la sua vita, di poter avere un'altra possibilità. E decide di farsi aiutare. Entra in un centro in cui rimane per quattro mesi. Qui capisce che il cibo è solo l'apice di una montagna di problemi che non hanno nulla a che fare con il peso o con la bilancia. "Quando le ragazze che aiuto mi dicono che la loro paura più grande è quella di ingrassare, dico sempre di scavare più a fondo". I disturbi alimentari, infatti, possono nascondere – "e, in qualche modo anche proteggere, fare da scudo" – problemi che non si ha la forza di affrontare.

Devi sapere che il percorso per uscire da un disturbo alimentare non è semplice e nemmeno breve: ci vuole costanza, forza e tanta voglia di vivere.

"Ti piace la tua vita?"
– "Si, perché è quella che ho scelto"

Giorgia ci ha messo dai 2 ai 5 anni per essere quella che è oggi: una ragazza sorridente, ambiziosa, felice. Ha scritto un libro (intitolato "Nata due volte") in cui racconta la sua storia, perché vuole essere d'aiuto a ragazze e ragazzi che stanno attraversando quello che ha vissuto lei. Non vuole dimenticare quel capitolo della sua vita, perché la bulimia oggi è la sua forza, la sua "cicatrice sul cuore" che custodisce gelosamente per ricordare che tutto si può superare e per infondere la stessa caparbietà e la stessa speranza alle persone che ne hanno bisogno in questo momento.

Giorgia è passata dalla voglia di scomparire a un saldo attaccamento alla vita. I suoi sogni non sono più appesi a una bilancia e può, finalmente, immaginare il suo futuro. Tra dieci anni si vede "una brava mamma, l'adulto che avrei voluto accanto da bambina". Riesce già ad avere davanti agli occhi la realizzazione del suo progetto di aiuto per persone che soffrono di disturbi alimentari. Ma, soprattutto, si immagina sorridente. Com'è oggi.

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