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26 Gennaio 2022
13:00

La California ora brucia anche in inverno: la siccità è una malattia cronica

Lo scorso weekend nella regione del Big Sur, sulla costa californiana, un grande incendio ha costretto 500 persone all'evacuazione, tornando a mostrarci gli effetti ormai tangibili della crisi climatica.

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La California ora brucia anche in inverno: la siccità è una malattia cronica
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Lo scorso weekend siamo tornati, purtroppo, a parlare di devastanti incendi in California. I roghi nello stato americano, torrido, secco e ventoso, sono ormai un tema quotidiano nelle stagioni calde.

Il problema è che ora siamo a gennaio, e sabato è scoppiato un incendio in un'area di oltre 600 ettari nella regione di Big Sur, sulla costa californiana tra San Francisco e Los Angeles. Il fuoco ha distrutto molti alberi e ha costretto le autorità a evacuare oltre 500 persone e a chiudere circa 30 chilometri della Highway 1, la strada panoramica sul lungo costa. Non sono stati segnalati, per fortuna, morti o feriti.

Il National weather service (Nws), il servizio meteorologico statunitense, ha definito l'incendio «surreale», soprattutto dopo un autunno in cui le piogge erano state forti, copiose.

Com'è potuto divampare, allora, un incendio del genere in pieno inverno, in un'area per altro non particolarmente colpita dal fuoco in passato, rispetto ad altre zone vicine? La risposta la conosci, la conosciamo: la crisi climatica.

L'Nws ha usato una metafora azzeccata per descrivere la situazione: «La lunga siccità è come una malattia cronica: nemmeno le recenti piogge e il freddo clima invernale riescono a impedire agli incendi di svilupparsi».

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Insomma, fino a che non combatteremo con decisione la crisi climatica e il riscaldamento del pianeta, permettendo ad aree come la California di diventare meno vulnerabili agli incendi, questi scoppieranno sempre di più, anche in periodi inaspettati, alimentando per altro un circolo vizioso.

Gli incendi infatti generano emissioni nocive che riscaldano il clima, e allo stesso tempo ci privano di uno dei più importanti strumenti di contrasto all'emergenza: gli alberi e la biodiversità.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.