La dieta di Meghan Markle: i benefici dell’alimentazione flexitariana

La duchessa di Sussex non ha mai nascosto la sua passione per il cibo sano. Secondo i tabloid, recentemente avrebbe abbracciato una dieta flexitariana che permetterebbe di perdere peso e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto dell’alimentazione umana sull’ambiente. Ma cosa mangerà, esattamente, Meghan Markle? È che benefici ne può trarre?
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
22 Febbraio 2021 * ultima modifica il 22/02/2021

È bella, ricca e felicemente innamorata, e per di più sostenitrice di cause impegnate: Meghan Markle fa incetta di motivi per attirare a sé l’attenzione mediatica. In una società in cui il modello fisico imperante è quello della magrezza, non sorprende che i giornali si interessino anche del suo “segreto” per mantenersi in forma. Stando alle ultime notizie circolate sembra che la duchessa abbia recentemente perso peso (e qui sorvolo su una domanda che esula dagli scopi di questo mio articolo ma che, in realtà, è tutt’altro che rilevante: ne aveva bisogno?). Per farlo avrebbe scelto una dieta flexitaria. Una conferma, questa, della sensibilità già mostrata in altre occasioni nei confronti della salute del pianeta.

Dieta flexitariana e ambiente

Sì, perché spesso le motivazioni che spingono chi segue una dieta flexitariana non riguardano solo la propria salute personale ma anche quella dell’ambiente. Scegliere questo tipo di alimentazione significa infatti ridurre il consumo di cibi caratterizzati da un alto impatto ambientale. Sto parlando degli alimenti di origine animale, in particolare le carni, che non sono totalmente escluse dalla dieta flexitariana, ma che vengono consumate meno spesso di quanto venga fatto in una dieta onnivora occidentale moderna.

Volendo dare delle definizioni, potremmo dire che la dieta flexitariana è una dieta semi-vegetariana. In effetti quel “flexi” richiama una certa flessibilità, mentre il suffisso “-tariana” riprende proprio l’aggettivo “vegetariana”. Non esiste però un codice che stabilisca in modo preciso qual è il livello di consumo di prodotti di origine animale ammesso in una dieta flexitariana, che almeno per il momento si conferma flessibile anche da questo punto di vista.

Sul fatto che l’elevata produzione di alimenti di origine animale sia una fonte di inquinamento e consumi grandi quantità di risorse ambientali si è fatto un gran parlare negli ultimi anni. Nonostante anche la produzione di cibi vegetali abbia un impatto sull’ambiente non indifferente – e nonostante sarebbe più corretto effettuare anche altre valutazioni oltre a quella dell’origine animale o vegetale, per esempio considerare il livello di lavorazione industriale o l’impatto del trasporto del prodotto finito – in media le diete povere di alimenti di origine animale hanno un impatto ambientale più basso. Un fatto particolarmente interessante è che non è necessario diventare vegani per contribuire a proteggere l’ambiente. Piuttosto, è sufficiente ridurre il consumo di carne e simili, proprio come previsto dalla dieta flexitariana.

Dieta flexitariana e benefici per la salute

Le difficoltà che si incontrano nel definire esattamente i consumi di alimenti di origine animale ammessi in una dieta flexitariana non ha scoraggiato chi ha tentato di stabilire quali siano i suoi benefici per la salute. Dai dati disponibili nella letteratura scientifica emerge che seguire un regime alimentare di questo tipo può aiutare a proteggere la salute cardiometabolica. In particolare, sembra che i flexitariani riescano a controllare meglio la loro pressione sanguigna e che rischino meno di ritrovarsi alle prese con il diabete. Se poi consideriamo che il consumo di quantità elevate di carni (in particolare di quelle processate) aumenta il rischio di tumore, una dieta flexitariana potrebbe aiutare a mantenere basso anche questo rischio. Altri dati suggeriscono che le diete semi-vegetariane siano adatte in caso di malattie infiammatorie intestinali come il Crohn e, sì, anche che possano aiutare a mantenere la linea.

Dieta flexitariana e perdita di peso

Riducendo il consumo di alimenti di origine animale, la dieta flexitariana limita l’assunzione di grassi (in particolare di quelli saturi che possono promuovere l’aumento del colesterolo) e aumenta quella delle fibre. In questo modo può favorire la perdita di peso. Fai attenzione, però, perché l’associazione non è automatica: tutto dipende da cosa mangi al posto della carne e degli altri alimenti che stai limitando.

Pensa che persino i cibi certificati “vegan” possono non essere alternative necessariamente più adatte per dimagrire. A volte non sono nemmeno più salutari o più sostenibili per l’ambiente. Se sei mosso dalla ricerca di un’alimentazione ecosostenibile, ricorda che i cibi industriali altamente processati che provengono da molto lontano non sono necessariamente una scelta migliore nemmeno se sono vegetali al 100%. Se, invece, il tuo obiettivo è dimagrire, ricorda che sostituendo cibi ipercalorici con altri cibi ipercalorici non avrai nessun risultato. Per questo ti invito ad andare oltre le definizioni e a fare una valutazione più approfondita di quello che metti nel piatto sia sei vuoi perdere peso sia se vuoi proteggere l’ambiente.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…
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