La dieta dissociata: cos’è e come funziona il regime alimentare che separa le proteine dai carboidrati

Ideata da un medico americano dello scorso secolo, William Howard Hay, la dieta dissociata in voga negli anni Novanta è ancora oggi una delle diete più consigliate per perdere peso. Si basa sul principio di evitare accumuli sbilanciati di tipo digestivo e metabolico nell’organismo, dissociando determinati alimenti.
Gaia Cortese 29 maggio 2020
Con la collaborazione della Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista

Particolarmente in voga negli Anni ‘90, ancora oggi la dieta dissociata rimane un regime alimentare tra i più consigliati per perdere peso. Il principio su cui si basa è quello di “dissociare” alcuni nutrienti considerati poco compatibili tra loro, per esempio, carboidrati e proteine.

L'ideatore della dieta dissociata è stato un gastroenterologo americano del secolo scorso, William Howard Hay, a cui viene diagnosticata la Malattia di Bright, una patologia degenerativa renale. Hay decide di provare a curarsi da sé, facendo molta più attenzione a quello che mangia e dopo tre mesi di “dieta” le sue condizioni migliorano con grande stupore e interesse da parte dei suoi colleghi.

Così nel 1911, basandosi sull’idea che nel corpo si possono sviluppare accumuli sbilanciati di tipo digestivo e metabolico, Hay promuove pubblicamente la dieta dissociata, stabilendone le regole base.

Come funziona la dieta dissociata

La dieta dissociata, secondo Hay, segue 5 regole principali, qui elencate:

  • non associare carboidrati con proteine e frutti acidi nello stesso pasto
  • consumare principalmente insalata, verdura e frutta nel proprio regime alimentare
  • evitare il più possibile proteine, grassi e amidi
  • evitare cibi raffinati e processati (a base di farina bianca, margarina e zucchero), preferendo cibi integrali
  • distanziare i pasti con un intervallo di almeno 4 ore

La digestione nella dieta dissociata

Il corpo umano è una macchina perfetta, solo che va capito come funziona per migliorane l’efficienza e naturalmente il benessere. Hay era a conoscenza che proteine e carboidrati passano per meccanismi di digestione differenti: le proteine devono essere digerite in un ambiente acido (lo stomaco produce acido cloridrico che attiva la pepsina, un enzima in grado di dividerle e digerirle); i carboidrati devono essere digeriti in un ambiente alcalino (la ptialina è un enzima che divide l’amido prima che raggiunga l’intestino, dove viene nuovamente suddiviso).

In pratica, secondo le ipotesi alla base di una dieta dissociata, se mescoli nello stesso piatto proteine e carboidrati viene a crearsi un ambiente troppo acido per dividere l’amido, e troppo alcalino per digerire le proteine.

I benefici della dieta dissociata

È chiaro che aiutare e migliorare la digestione può aiutare a prevenire diverse patologie che interessano il tratto gastrointestinale e garantire un maggiore benessere dell’organismo. Non solo la dieta dissociata permetterebbe un migliore assorbimento di tutti i nutrienti semplicemente “dissociandoli”, ma suggerisce il maggiore consumo di frutta e verdura, con una conseguente minor consumo di prodotti di origine animale.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il parere della dottoressa Silvia Soligon, biologa nutrizionista: "L'ideale sarebbe assumere un 50% di proteine di origine animale e un 50% di proteine di origine vegetale. Aumentare il consumo di frutta e verdura, ma anche di legumi, aiuta proprio ad aumentare la quota di nutrienti di origine vegetale. Tuttavia, non permette di "dissociare" completamente i nutrienti.

L'errata convinzione di poterlo fare deriva da un errore concettuale: identificare gli alimenti con i nutrienti presenti al loro interno, per esempio la carne con le proteine di origine animale, i legumi con le proteine di origine animale e i cereali con i carboidrati. Ma la carne contiene anche grassi, i legumi contengono anche carboidrati e i cereali contengono anche proteine. In 100 grammi di pasta di semola sono presenti, per esempio, 12 grammi di proteine. Per di più attualmente non ci sono prove scientifiche dei benefici della dieta di Hay, tornata in voga più come dieta delle celebrità che a causa di studi che ne abbiano provato l'efficacia.

Le pochissime ricerche condotte sul tema sembrano smentire alcuni dei suoi supposti effetti (in particolare l'induzione della termogenesi, la riduzione della massa grassa e quella del peso). Per quanto riguarda, invece, benefici contro patologie specifiche come quella di cui soffriva Hay, è compito degli esperti di nutrizione redigere piani alimentari adatti alla situazione del singolo paziente, mentre il fai da te è assolutamente da evitare."

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