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11 Gennaio 2021
16:00

La Thailandia alle prese con l’emergenza plastica: “Multe salate e carcere per chi abbandona i rifiuti”

Il Paese asiatico ha avuto modo in questi anni di sperimentare i danni ambientali dovuti consumo eccessivo di plastica, ma adesso il governo ha deciso di invertire la tendenza: dopo aver imposto lo stop ai sacchetti monouso e aver intensificato i controlli per contrastare il traffico illegale di rifiuti, Bangkok usa il pugno di ferro nei confronti degli abitanti e dei turisti incivili.

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La Thailandia alle prese con l’emergenza plastica: “Multe salate e carcere per chi abbandona i rifiuti”
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Spiagge invase da sacchetti e bottigliette di plastica, discariche a cielo aperto, animali selvatici che muoiono dopo aver ingerito dei rifiuti. La Thailandia non vuole più assistere a scene di questo genere e dichiara guerra allo smaltimento scorretto della plastica. Anzi, il governo del Primo Ministro Prayut Chan-o-Cha ha l'intenzione di diventare un modello nel contrasto a questo tipo di inquinamento.

Dopo che la Cina ha imposto il blocco alle importazioni di rifiuti provenienti dall'estero nel gennaio 2018, il Sud-est asiatico è diventato la principale destinazione della spazzatura prodotta nei Paesi occidentali. La Thailandia, quindi, da un lato si è proposta di porre un freno al traffico illegale, dall'altro ha deciso di introdurre nuove misure interne per la salvaguardia degli ecosistemi marini e terrestri e la riduzione del volume dei rifiuti di plastica.

Per esempio, lo scorso gennaio è partito un piano ventennale promosso dal governo per bandire i sacchetti di plastica monouso, un'autentica piaga soprattutto per la fauna marina. O ancora, pochi mesi fa, per tutelare gli animali selvatici del parco nazionale di Khao Yai, il ministro dell'ambiente thailandese Varawut Silpa-archa aveva lanciato una provocazione: butti per terra i tuoi rifiuti? Noi te li rispediamo a casa.

Soltanto una provocazione? Non proprio, dal momento che dalle minacce si è passati alle sanzioni vere e proprie. Già, perché l'abbandono di rifiuti in una riserva naturale protetta è un reato punibile in Thailandia con cinque anni di reclusione e con multe salatissime. L'esperimento di Khao Yai ha funzionato così bene che il governo thailandese ha esteso il provvedimento a tutte le aree urbane del Paese. Il messaggio rivolto alla popolazione e ai turisti è molto chiaro: se non lo capite con le buone, bisogna usare le maniere forti. Del resto, come recita un famoso detto, a mali estremi, estremi rimedi.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.