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31 Dicembre 2020
18:00

L’alga spirulina è a rischio per l’inquinamento: così il super food si sta contaminando

È un alimento quasi miracoloso, non a caso lo chiamano “il cibo degli dèi”. Ma il sempre maggiore inquinamento che interessa le zone in cui cresce e si sviluppa in modo naturale rende fondamentale coltivare l’alga spirulina in ambienti estremamente controllati per evitare che assorba elementi nocivi per la salute.

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L’alga spirulina è a rischio per l’inquinamento: così il super food si sta contaminando
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La chiamavano “cibo degli dèi” e ancora oggi è considerata un vero e proprio super food, utilizzata come integratore e percepita come l’alimento del futuro in un’epoca di enormi cambiamenti alimentari. L’alga spirulina è un cibo arcaico che si trova nelle acque salmastre e contiene moltissime proteine, presentando altrettante proprietà benefiche.

Tuttavia, anche l’alga spirulina potrebbe presentare qualche problema, in particolare se cresciuta e sviluppatasi in luoghi poco adatti e controllati. Problemi che riguardano l’assorbimento, da parte dell’alimento, dell’inquinamento presente attorno a lei, che come una spugna (o un mollusco) immagazzina tutto ciò che può dall’ambiente circostante, tra cui luce solare e sali nutritivi ma anche sostanze inquinanti.

Per questo l’inquinamento diffuso che colpisce anche le zone acquatiche in cui nasce e cresce potrebbe mettere in serio pericolo il futuro suo e il nostro.

Questi alimenti, stando a quanto dice il nuovo rapporto Clefsa e un rapporto Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, del 2016, potrebbero rischiare di essere contaminate da tossine se coltivate in condizioni naturali di scarsa sicurezza. Scientificamente l’alga spirulina non è un’alga, ma un cianobatterio del genere Arthrospira, un organismo unicellulare fotosintetico. Se cresciuta in ambiente poco controllato può contenere cianotossine, ma anche metalli pesanti e batteri, assorbiti durante lo sviluppo.

Per questo è fondamentale che la spirulina venga cresciuta e coltivata in ambienti adeguati e ultra controllati, lontani da qualunque fonte di inquinamento e contaminazione. Parallelamente, la salute di questo alimento ci aiuta a ricollegarci alla necessità di diminuire le fonti di inquinamento e contaminazione negli ambienti naturali in generale.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.