Le incredibili proprietà degli insetti: a pranzo da Entonote assieme a un nutrizionista

Di insetti commestibili si parla già da qualche anno e non di rado vengono indicati come cibo del futuro. Ma al di là della curiosità di vedere grilli e locuste in un piatto, quanto sono davvero nutrienti? E quanto sostenibili? Abbiamo provato a rispondere in questo video.
Giulia Dallagiovanna 16 Giugno 2022
* ultima modifica il 16/06/2022
Con la collaborazione del Dott. Giorgio Luzzini Dietista e nutrizionista

Nonostante siano ormai anni che se ne parla, l'idea dell'insetto nel piatto desta ancora curiosità (e forse, all'inizio, anche un pizzico di disgusto). Alla base dei video che circolano sui social c'è sempre più o meno lo stesso atteggiamento: "Proviamo ad assaggiarli e vediamo che sapore hanno". Per poi scoprire, di norma, che al di là di ali e zampette, non sono poi molto distanti dalla frutta secca. Ma perché a un certo punto ci siamo così tanto interessati a come si cucinano locuste e grilli? Non è semplicemente la voglia di provare una ricetta esotica. Gli insetti potrebbero diventare davvero il cibo del futuro, perché sono più sostenibili della carne e molto nutrienti. Quali proprietà contengono di preciso? Ce lo siamo chiesti anche noi e per questo motivo abbiamo invitato a pranzo il dottor Giorgio Luzzini, dietista e nutrizionista. A occuparsi dei piatti è stata Entonote, la prima realtà italiana a divulgare la cultura dell'insetto commestibile.

"Da nutrizionista sono rimasto sorpreso nel constatare che hanno delle proprietà nutrizionali che non si trovano in nessun altro alimento", commenta Luzzini. Al primo posto ci sono le proteine: 100 grammi di grilli non lavorati, ad esempio, ne contengono tanto quanto un etto di carne di pollo. Ma il tratto davvero distintivo di questi alimenti sono le fibre: "Questi nutrienti sono contenuti tipicamente in prodotti di origine vegetale. Ritrovarli anche nell'esoscheletro dell'insetto è una cosa incredibile dal punto di vista nutrizionale e dietetico".

E mentre l'esperto ci spiega quanto ci faranno bene gli assaggi che stiamo per fare, Giulia Tacchini, co-fondatrice di Entonote assieme a Giulia Maffei, inizia a disporre davanti a noi piatti molto colorati. Bruschette di pane nero con crema di zucchine e grilli al forno, couscous di verdure con caimani (il cui nome scientifico in realtà è zhopobas morio), e per finire locuste fritte su un letto di spinacino fresco e mandorle.

Gli insetti che ha usato provengono tutti da un allevamento vicino a Torino, che ha fatto richiesta per ottenere la certificazione Efsa. In realtà, però, l'entomofagia, ovvero la pratica di mangiare questi alimenti, porta con sè l'idea di raccolta. "Ci sono degli insetti che si trovano con la stagione delle piogge, altri invece hanno bisogno della stagione secca", spiega Tacchini.

Quando nasce Entonote, nel 2014, ha proprio questo scopo: avvicinare le persone all'idea di poter mangiare animaletti che di solito siamo più che altro abituati a scacciare. Magari partendo da piccoli biscotti rotondi, impastati con la farina di grilli. Organizzano eventi e cene a domicilio per chiunque sia disposto a mettere da parte la diffidenza e ad assaggiare un cibo che in realtà per diversi popoli fa già parte della dieta quotidiana. "Sì, c'è stato qualcuno che ha preso un ansiolitico prima di venire. E ha pure confessato – ride. – Tutti però sono poi riusciti a mangiare. Anche perché alla fine hanno scelto loro di partecipare".

Oggi sulla Terra siamo in 7,9 miliardi di persone. A fine secolo potremmo raggiungere i 10 miliardi. Le risorse che il Pianeta ci offre, però, sono sempre le stesse. Anzi, si stanno riducendo perché la desertificazione avanza soprattutto a causa della crisi climatica e dello sfruttamento del suolo da parte dell'uomo. Trovare cibo per tutti diventerà una vera e propria sfida. Gli insetti possono diventare parte della risposta. Tanto per darti qualche numero: per produrre un chilo di grilli servono 800 litri di acqua, per la stessa quantità di carne di manzo 15mila.

Lasciamo allora questo pranzo un po' insolito con la consapevolezza che a breve quei piatti potrebbero diventare parte di qualsiasi libro di ricette.

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