Le proprietà della carruba, il frutto antico che può sostituire il cioccolato

L’albero del carrubo può vivere fino a 500 anni e i benefici del suo frutto erano conosciuti fin dai tempi degli antichi Egizi. Oggi cresce anche in Italia, soprattutto in Sicilia e in Sardegna, ed è un alimento che vale la pena di riscoprire perché può fare davvero molto bene al tuo organismo, in particolare se sei a dieta.
Giulia Dallagiovanna 12 Gennaio 2021
* ultima modifica il 12/01/2021

La carruba è il frutto di un albero molto antico e sempre verde, il carrubo, che appartiene alla famiglia delle Leguminose. È originario della Siria e della Palestina, ma oggi cresce più o meno in tutta l'area del Mediterraneo, anche in Italia. Di fama conoscerai le carrube fin da quando dei bambino, perché ti avranno raccontato come San Giovanni Battista le utilizzasse per nutrirsi quando era nel deserto ed è per questo motivo che alcuni le chiamano anche pane di San Giovanni. Questo alimento però ha proprietà nutritive molto importanti che sono utili anche a te, oltre al fatto che è un ottimo sostituto più light del cioccolato.

La pianta

Il nome scientifico della pianta del carrubo è Ceratonia siliqua, della specie delle Fabacee. Si tratta sicuramente di un albero dal fascino antico, dal momento che può raggiungere anche i 10 metri di altezza e i 500 anni di età. E infatti i suoi frutti venivano utilizzati già dagli Egizi e dal popolo dei Berberi in Marocco, che attribuivano loro proprietà ricostituenti per lo stomaco. Non solo, ma il nome in arabo significa "carato" ed è quindi probabile che venissero utilizzate per pesare quantità di oro o pietre preziose, questo perché il peso della carruba non cambia mai, è sempre un quinto di grammo.

A prima vista, le carrube assomigliano a dei baccelli di fagiolo, ma sono più grandi e di colore marrone scuro. Si mangia la polpa, dalla consistenza piuttosto carnosa e un sapore che inaspettatamente è simile a quello del cacao. Nel nostro Paese li puoi trovare soprattutto in Sicilia, Sardegna e sul promontorio dell'Argentario, in Toscana. Per crescere bene hanno infatti bisogno di climi caldi e terreni rocciosi e calcarei.

I valori nutrizionali

Per capire meglio quali siano le proprietà di questo frutto, iniziamo dando uno sguardo ai valori nutrizionali della carruba. Come sempre, queste quantità vanno intese per 100 grammi di prodotto fresco:

  • 253 calorie
  • 10 grammi di acqua
  • 3,3 grammi di proteine
  • 0,7 grammi di lipidi
  • 0 grammi di colesterolo
  • 49,9 grammi di carboidrati
  • 0,9 grammi di amido
  • 48,9 grammi di zuccheri solubili
  • 23,1 grammi di fibra, di cui: 4,05 grammi solubile e 19,07 grammi insolubile

100 grammi di farina di carrube contengono inoltre:

  • 12 milligrammi di colina (vitamina J)
  • 1,9 milligrammi di vitamina B3 (niacina)
  • 0,5 milligrammi di vitamina B2 (riboflavina)
  • 0,4 milligrammi di vitamina B6
  • 0,1 milligrammi di vitamina B1 (tiamina)
  • 2,9 milligrammi di vitamina B9 (folati)
  • 0,6 milligrammi di vitamina E
  • 0,2 milligrammi di vitamina C
  • 0,004 milligrammi di vitamina A
  • 827 milligrammi di potassio
  • 347 milligrammi di calcio
  • 79 milligrammi di fosforo
  • 54 milligrammi di magnesio
  • 35 milligrammi di sodio
  • 2,9 milligrammi di ferro
  • 0,9 milligrammi di zinco
  • 0,6 milligrammi di rame
  • 0,5 milligrammi di manganese
  • 5,3 grammi di selenio

Le proprietà e i benefici

C'è una ragione se gli antichi Egizi utilizzavano le carrube come ricostituenti per lo stomaco: questi frutti possono fornire diversi benefici al tuo organismo. Se ad esempio hai problemi di stipsi, potresti sfruttare il loro effetto lassativo. Al contrario, chi viene colto dalla diarrea potrebbe contrastare il disturbo con la farina di carrube che ha proprietà astringenti.

Le carrube sono utili soprattutto allo stomaco e possono essere delle buone alleate per la dieta

L'elevata quantità di fibre gli consentono inoltre di aiutare la digestione, ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo e attenuare eventuali sintomi di intestino irritabile. Può quindi essere un buon alleato di chi soffre spesso di acidità o disturbi gastrointestinali.

Non solo, ma sembra possa essere un buon controllore dei livelli di trigliceridi e colesterolo cattivo nel tuo sangue, aiutandoti quindi anche nella prevenzione di malattie come il diabete, l'obesità o patologie legate all'apparato cardiocircolatorio. E sempre in quest'ambito, vale la pena soffermarsi sulla loro capacità saziante che può quindi dare una mano a chi sta seguendo una dieta. L'importante, però, è non esagerare nemmeno con le quantità di questo frutto, dal momento che, come hai potuto vedere prima, contiene comunque molte calorie. In ogni caso, questa è la ragione per cui gli si attribuisce un effetto dimagrante.

Infine, contengono molte vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, e sali minerali che le rendono quasi un integratore naturale per i momenti in cui hai bisogno di maggiori energie o per chi sta seguendo una dieta particolare. Naturalmente, è sempre bene chiedere anche il parere del tuo medico o di un nutrizionista.

Le controindicazioni

In generale, non ci sono particolari controindicazioni al consumo della carruba. Come ti dicevo prima, dovresti più che altro prestare attenzione alle dosi e magari chiedere anche il parere di un esperto. Se però stai seguendo una terapia per abbassare il colesterolo o soffri di diabete, dovresti consultare il tuo medico prima di mangiare questi frutti perché potrebbero interagire con i farmaci che devi assumere.

Come si mangia

Arrivati a questo punto ti starai allora chiedendo come si mangi una carruba, dal momento non è un frutto che si trova così spesso sulle nostre tavole. Prima di tutto devi sapere che è ottimo per i dolci, soprattutto per quelli a base di cioccolato. Può proprio diventare un sostituto del cacao, rendendo la preparazione un po' più salutare.

Puoi inoltre consumare i frutti essiccati oppure macinarli e farli diventare una farina, che puoi utilizzare per tantissime ricette. Insomma, la carruba è un alimento che si presta davvero a tanti usi in cucina.

Fonti| Humanitas; CREA

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