Le proprietà delle prugne: alleate delle ossa ed efficaci contro la stanchezza fisica

Le chiami prugne o susine? Preferisci quelle gialle, rosse, o le classiche con la buccia tra il blu e il viola? A prescindere dalle tue preferenze, parliamo di un frutto estivo tra i più noti ed apprezzati, ricco peraltro di proprietà benefiche: le prugne sono un buon rimedio contro la stanchezza fisica e nelle donne in menopausa aiutano anche a prevenire l’osteoporosi. Le varietà esistenti di questo alimento di origine asiatica, però, sono davvero tante: proviamo a conoscerle meglio.
Gaia Cortese 14 Giugno 2020
* ultima modifica il 11/02/2021

Secche tutto l’anno, fresche in estate, le prugne, o susine, sono frutti ricchi di vitamine, antiossidanti e sali minerali, ideali per combattere la stanchezza, ma anche per depurarsi e disintossicarsi. La pianta che produce le prugne appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è originaria dell’Asia, ma una volta introdotta in Europa, ha iniziato ad essere coltivata abbondantemente in numerose regioni del Vecchio Continente.

Il frutto viene raccolto da giugno a ottobre, per questo motivo la prugna viene definita un frutto tipicamente estivo. Sui banchi del mercato ortofrutticolo, oltre a quella classica con la buccia scura, tra il blu e il viola, puoi trovarne una varietà con la buccia gialla, ed è quella con il più elevato contenuto di fibre, e una varietà con la buccia rossa, la più ricca di antiossidanti.

In commercio le prugne si possono trovare sia secche che fresche. Le prugne secche o disidratate, in seguito al processo di essicazione che riduce notevolmente la presenza di acqua, hanno una maggior concentrazione di nutrienti, di zuccheri e di antiossidanti, ma purtroppo anche di calorie. Vediamo ora le proprietà di questo frutto, ma ricordati che per garantirti i suoi effetti benefici sull'organismo, dovresti mangiare almeno 3 o 4 prugne al giorno, possibilmente a colazione.

Varietà

Prima di tutto, è bene fare chiarezza sul nome di questo frutto, come ti dicevo originario dell'Asia. Quasi certamente ti sarà capitato di sentir parlare indifferentemente di prugne o susine, ma devi sapere che tra esiste una differenza: si parla infatti di prugna per la qualità che potremmo definire classica, molto spesso con la buccia blu-violacea, che nasce dal Prunus domestica (o susino europeo), mentre la susina è una varietà diversa, più morbida e con una forma tondeggiante, che proviene da un albero che, per quanto simile, appartiene alla specie Prunus salicina (o susino cino-giapponese). Altre diversità riguardano i tempi di fioritura e il consumo alimentare: le prugne possono essere mangiate al naturale oppure essiccate, mentre le susine andrebbero consumate solamente fresche.

Se è vero che il continente asiatico è la terra di provenienza di questi frutti, la loro successiva diffusione ha fatto sì che il prugno (o susino, appunto) venisse coltivato anche in altre zone, dall'Europa all'America. Proprio per questo motivo, le varietà esistenti di prugne vengono suddivise in 3 grandi gruppi, relativi all'area d'origine:

  • Area asiatica-europea: appartengono a questa categoria le varietà che nascono dal Prunus domestica, come la Regina Claudia o la Stanley.
  • Area sino-giapponese: fanno parte di questo gruppo i frutti del Prunus salicina, che includono varietà come la Goccia d'oro (o Shiro) e la Angeleno.
  • Area americana: questa categoria racchiude i frutti del Prunus americana, che comprendono come varietà la Van Buren o la Nigra.

Si tratta ovviamente di un raggruppamento indicativo, dato che le varietà di prugne esistenti sarebbero oltre 2000, con bucce di colore violaceo, rosso, verde o giallo.

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Un esempio di Prunus domestica.

Calorie e valori nutrizionali

Se consumi 100 grammi di prugne fresche apporterai al tuo organismo 42 calorie (kcal), provenienti al 93% da carboidrati, con un contenuto di proteine e lipidi pari rispettivamente al 5% e 2% del totale. Andando più nello specifico, questi sono i valori nutrizionali completi della prugna, sempre inteso per 100 grammi (g) di prodotto:

  • Acqua 87,5 g
  • Zuccheri solubili 10,5 g
  • Fibre 1,5 g
  • Proteine 0,5 g
  • Lipidi 0,1 g
  • Potassio 190 mg (milligrammi)
  • Fosforo 14 mg
  • Calcio 13 mg
  • Vitamina C 5 mg
  • Sodio 2 mg
  • Niacina 0,5 mg
  • Ferro 0,2 mg
  • Tiamina 0,08 mg
  • Riboflavina 0,05 mg

Proprietà e benefici

La polpa della prugna è ricca di sali minerali tra cui in particolare il potassio, che è un vero tonico cardiaco e muscolare, che ti aiuta a prevenire i crampi che possono comparire dopo aver svolto un’intensa attività fisica. In estate è poi facile perdere molti liquidi a causa della maggiore sudorazione: ecco perché garantire una buona idratazione, anche attraverso l'assunzione di frutta come le prugne, è una sana abitudine.

Proteggono dall’azione dei radicali liberi

Grazie al contenuto di vitamina A e ai polifenoli (cianidina, catechina, epicatechina e proantocianidine), le prugne esercitano un’azione antiossidante che protegge l’organismo dall’azione dei radicali liberi in grado di danneggiare le tue cellule.

Rinforzano il sistema immunitario

La prugna contiene diverse vitamine: A, C, E oltre a molte vitamine del gruppo B. Tra queste, la vitamina C aiuta l'organismo ad assorbire ferro, supporta il buon funzionamento delle difese immunitarie e protegge il colesterolo dall'ossidazione. Meglio quindi farne una buona scorta per prepararsi alla stagione più fredda.

Prevengono l’osteoporosi

Secondo uno studio medico della Florida State University, pubblicato sul British Journal of Nutrition, le prugne disidratate aiutano a prevenire il rischio di fratture ossee e di conseguenza rappresentano anche un modo per aiutare le donne nella prevenzione dell’osteoporosi in menopausa.

Aiutano la funzionalità intestinale

Grazie all’alto contenuto di acqua (87,50 gr per 100 grammi di prodotto) e di fibre, le prugne sono conosciute per il loro effetto lassativo. Questo effetto è dovuto anche al sorbitolo, uno zucchero che ha la caratteristica di richiamare l’acqua fluidificando il lume intestinale. Il sorbitolo non viene assorbito completamente e, restando nell’apparato enterico, ne aumenta il contenuto di acqua con la conseguente azione lassativa che conosciamo.

Controindicazioni

Le prugne sono fonte di ossalati, molecole che possono favorire la formazione di calcoli, e non sono indicate per chi soffre di diabete, soprattutto se sono quelle secche. Il motivo è la presenza di sorbitolo, uno zucchero che tende ad accumularsi nelle cellule che nei pazienti diabetici sono avide di zuccheri. Il sorbitolo però ha la caratteristica di richiamare acqua e questo inevitabilmente provoca ritenzione idrica e gonfiore nei tessuti già messi a dura prova dalla glicemia.

Sempre a causa del sorbitolo, le prugne sono sconsigliate anche in gravidanza, in caso di diabete gestazionale, un’iperglicemia legata a questo particolare periodo che di norma scompare dopo il parto. Anche durante l’allattamento, occorre far attenzione: il sorbitolo trasmesso nel latte materno potrebbe causare diarrea nel neonato.

Infine, chi soffre di gastrite dovrebbe evitare le prugne secche perché l’elevato contenuto di zuccheri potrebbe aumentare una condizione di acidità gastrica già esistente.

Fonte| Humanitas

(Modificato da Alessandro Bai l'11-2-21)

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