Lotta allo spreco alimentare: le proprietà nutrizionali degli scarti

Quando si tratta di spreco alimentare anche alcuni scarti, comunemente considerati rifiuti ma in realtà commestibili, giocano la loro parte. Al loro interno sono presenti vitamine, minerali e altre sostanze utili che possono essere sfruttate imparando a utilizzarli in cucina. Scopriamo quindi le proprietà nutrizionali di alcuni degli scarti più comuni.
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
11 novembre 2019 * ultima modifica il 11/11/2019

Non c'è che dire: lo spreco alimentare è uno degli argomenti più gettonati degli ultimi anni. Tra chi grida allo scandalo per i costi ambientali del cibo sprecato e chi sottolinea l'importanza di una più equa distribuzione delle risorse alimentari, noi italiani sprechiamo cibo soprattutto fra le mura domestiche, e a volte anche chi è consapevole del problema non ne coglie tutte le sfaccettature. Hai mai riflettuto, per esempio, sul fatto che oltre al latte che hai lasciato scadere, al pane ammuffito o alle uova ormai vecchie anche alcune parti degli alimenti che consideri degli scarti e che fai finire senza remore nel secchio della spazzatura sono in realtà cibo perfettamente commestibile? Le loro proprietà nutrizionali sono tutt'altro che indifferenti; tenerlo in considerazione può aiutarti ad assumere ancora più sostanze benefiche dal cibo che acquisti, e non solo. Sfruttare anche gli scarti può tradursi in un bel risparmio non solo per l'ambiente e l'economia globale ma anche per le tue tasche.

Scarti alimentari: quali sono e cosa contengono

Chiariamo però un punto: cosa intendiamo per scarti alimentari? Non stiamo parlando degli avanzi dei pasti ma, per esempio, delle foglie e dei gambi dei broccoli, oppure della buccia delle patate o delle mele. Anche al loro interno sono presenti quantità non trascurabili di nutrienti. Magari hai sentito più volte ripetere il luogo comune secondo cui ci sarebbero addirittura più vitamine o più minerali nella buccia della frutta che all'interno della sua polpa: è vero? Ecco cosa contengono alcuni comuni scarti alimentari che potremmo evitare di far finire fra i rifiuti.

La buccia della mela

Partiamo con un classico: la buccia della frutta. Come esempio prenderò la classica mela. Se la mangiassi con la buccia assumeresti più fibre, vitamina A, vitamina C, vitamina E e vitamine del gruppo B. Fra i minerali assumeresti più potassio, calcio e magnesio.

Le foglie dei broccoli

Ecco uno degli scarti più tipici: le foglie dei broccoli sono così ampiamente considerate degli scarti che c'è chi si premura di eliminarle ancora prima di pesare il broccolo sulla bilancia del supermercato. Eppure sono perfettamente commestibili e possono essere utilizzate per preparare un contorno di verdura, oppure una crema o una vellutata.

Dal punto di vista nutrizionale si tratta di un cibo poco denso di energie (100 grammi di foglie di broccoli corrispondono a circa 30 Calorie) ma che aiuta a fare la scorta di preziose sostanze: vitamina A, vitamina C e vitamine B3 e B5, folati, potassio, fosforo, calcio, magnesio, selenio, ferro, zinco e manganese. Sono inoltre una fonte di sodio e di grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6).

Così come le foglie dei broccoli puoi mangiare anche quelle del cavolfiore e del broccolo romanesco – altri due comuni scarti con cui è possibile preparare creme, vellutate e zuppe alternative e anti-spreco.

Gli scarti dei finocchi

Per pulire i finocchi devi togliere molta parte esterna perfettamente commestibile che puoi sfruttare, per esempio, per preparare un brodo di verdure. Ti ricordo che i finocchi sono una fonte di vitamina A, vitamina C, vitamine B3 e B5, folati, calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, sodio, zinco, rame, manganese e selenio.

La buccia delle patate

Nemmeno la buccia delle patate deve necessariamente finire nel secchio dei rifiuti. Non è certo un concentrato di energie (ne avresti bisogno di un etto per assumere circa 60 Calorie) ma al suo interno trovi vitamine (C, B3, B5, B6 e folati), minerali (potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, rame, manganese, zinco, selenio e sodio), carboidrati (incluse fibre), proteine e grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6).

Fai però attenzione a come la prepari. La ricetta più conosciuta è probabilmente quella delle chips di buccia di patate, ma come saprai è meglio non esagerare con le fritture. Piuttosto, valuta la possibilità di cucinare e mangiare le patate con tutta la loro buccia – naturalmente dopo averla ben pulita da residui di terra.

Le foglie delle carote

Ebbene sì, delle carote puoi mangiare anche la parte verde. Si tratta di una fonte di vitamina A, vitamina C, potassio, calcio, ferro e sodio. Puoi usarla come se fosse prezzemolo, oppure all'interno di una zuppa. Il suo sapore è amarognolo: tienilo presente prima di abbondare con le quantità.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…