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6 Ottobre 2020
10:30

Nel porto di Andora sta per arrivare un sistema che produce elettricità a partire dai rifiuti del mare

Si tratta di uno strumento chiamato Green Plasma, che consentirà di convertire più di 100kg di plastica al giorno recuperata in mare in energia elettrica al servizio della comunità.

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Nel porto di Andora sta per arrivare un sistema che produce elettricità a partire dai rifiuti del mare
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I rifiuti che puoi trovare in mare sono tantissimi ed estremamente dannosi per gli ecosistemi. In particolare la plastica, che da sola rappresenta il materiale maggiormente presente all’interno delle acque di tutto il mondo, sta diventando un problema sempre più diffuso e profondo (letteralmente). Per questo ogni tecnologia in grado di recuperare questi scarti favorendo il disinquinamento del mare e possibilmente producendo altro genere di valore è sempre ben accetta. Ed è ciò che sta accadendo in Liguria, in un porto che per 33 anni di fila ha ottenuto una meritata bandiera blu. Qui, ad Andora, in provincia di Savona, verrà installato un sistema in grado di produrre energia elettrica a partire dai rifiuti del mare come, appunto, la plastica ma anche le alghe.

Si tratta di una tecnologia molto avanzata, prodotta dall’azienda IRIS e chiamata Green Plasma, che consente la conversione termochimica di circa 100 kg di rifiuti al giorno recuperati in mare producendo così un syngas ricco di idrogeno facilmente trasformabile in energia elettrica. Andora di propone come luogo per testare questa tecnologia e verificarne il funzionamento. Lo strumento è piccolo e facile da trasportare, infatti una delle principali comodità che lo contraddistinguono è la possibilità di agganciarlo su piccole imbarcazioni che navighino nel porto raccogliendo i rifiuti.

Insomma, quello che verrà testato ad Andora rappresenta un vero e proprio importante passo verso un’economia circolare quasi immediata, che consente di creare valore da una delle questioni ambientali più importanti del nostro tempo, ovvero la plastica negli oceani.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.