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29 Maggio 2019
14:00

Nell’Artico la popolazione degli orsi polari è in crescita

Colonie numerose e in buona salute. Questo è ciò che negli ultimi mesi hanno potuto scoprire gli esperti e gli studiosi durante l’osservazione degli orsi polari che abitano l’Artico. Ora è importante quantificarli esattamente in modo da capire nel modo più preciso possibile in che modo questa specie a rischio stia reagendo ai cambiamenti climatici.

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Nell’Artico la popolazione degli orsi polari è in crescita
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Pensiamo a loro come costantemente sul ciglio dell’estinzione, li immaginiamo depennati dall’elenco di specie terrestri ogni giorno che passa e ci siamo ormai rassegnati all’idea che le future generazioni potranno vederli soltanto in foto, video oppure in versione peluche nei negozi della Trudy. Eppure, per gli orsi polari le speranze potrebbero non essersi esaurite definitivamente. Anzi. Secondo recenti studi e osservazioni, sembrerebbe che la popolazione di questi enormi plantigradi sia stabile e addirittura in crescita. Per lo meno, per quanto riguarda quelli che vivono nell’Artico.

L’ha rivelato il dottor Vyacheslav Rozhnov, direttore dell’istituto Severtsov per l’Ecologia e l’Evoluzione, che a un’agenzia di stampa russa ha riferito che gli esperti vedono orsi polari molto più spesso di prima, e quindi è possibile presupporre che la popolazione di questa specie stia crescendo. Alcuni mesi fa, nel novembre 2018, era stata anche individuata, sempre nell’Artico, tra Alaska e Siberia, un numeroso gruppo di orsi (circa 3.000 unità), in buona salute.

Ora è fondamentale soprattutto verificare questo aumento di numero, utilizzando tutte le tecniche a disposizione tra cui anche le immagini satellitari. Quantificarli sarebbe molto importante anche per capire in che modo queste comunità animali stanno reagendo e resistendo ai cambiamenti climatici che stanno distruggendo il loro habitat attraverso lo scioglimento dei ghiacciai. Situazione che, sempre in misura maggiore, impone loro di percorrere lunghissimi tragitti a nuoto, rischiando l’annegamento, e di avvicinarsi ai centri abitati in cerca di cibo, inducendo gli abitanti a difendersi e abbatterli.

Fonte | Tass – Russian News Agency

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.