Non c’è pace per l’Australia, da settimane alle prese con un’invasione di topi senza precedenti

Stanno facendo il giro del mondo le immagini che ritraggono milioni di topi imperversare nell’Australia orientale, distruggendo i raccolti e avvicinandosi anche ai centri abitati. Ma quali sono le cause di questo fenomeno? Dietro alla proliferazione dei roditori sembra proprio che ci sia lo zampino del cambiamento climatico.
Federico Turrisi 31 Maggio 2021

Sono scene da piaga biblica quelle a cui stanno assistendo gli abitanti di varie aree rurali tra il Nuovo Galles del Sud e la parte meridionale del Queensland, nell'est dell'Australia. Da ormai un mese milioni di topi invadono le fattorie in cerca di cibo, entrano anche nelle case e si avvicinano all'uomo, rappresentando una minaccia per la salute pubblica (da questo punto di vista è assai preoccupante l'aumento dei casi di leptospirosi registrato in Australia).

Non è ancora possibile fare una stima dei danni economici: si parla comunque di centinaia di milioni di dollari. Gli agricoltori sono preoccupati dal fatto che il numero di topi rimanga ancora elevato durante l'inverno – in Australia adesso è autunno inoltrato – e che le colture come il grano, l’orzo e la colza, vengono divorate dai roditori prima che possano crescere.

A mali estremi…

Negli scorsi giorni il ministro dell'agricoltura del Nuovo Galles del Sud, Adam Marshall, ha detto che ci vorrebbe l'equivalente per i topi del napalm per venire a capo di un'emergenza del genere. Il "napalm per topi" ha un nome: bromadiolone, un potente rodenticida anticoagulante, il cui utilizzo su larga scala in agricoltura è però vietato. Perché ha delle controindicazioni: a differenza delle esche velenose al fosfuro di zinco, l'agente chimico legale che può essere impiegato contro i roditori, il bromadiolone rimane infatti nelle carcasse dei topi e rischia di avvelenare rapaci e anche animali domestici come cani e gatti.

Le possibili cause

Probabilmente c'è una domanda che ti frulla nella testa in questo momento: perché sta accadendo tutto ciò? Secondo gli esperti, potrebbe trattarsi di una combinazione di cause, il cui minimo comune denominatore è la crisi climatica. Dopo anni di siccità – tutti ricordiamo le impressionati immagini degli incendi di un anno e mezzo fa – l'Australia orientale ha vissuto in tempi recenti una stagione di piogge intense, che ha creato non pochi problemi. Si sarebbero così create le condizioni ideali per la proliferazione dei topi: un ambiente particolarmente umido, predatori decimati dagli incendi prima e dalle inondazioni poi, raccolti abbondanti che richiamano i roditori affamati. Una tempesta perfetta che si è abbattuta su una regione che continua a subire direttamente gli effetti del cambiamento climatico.