Obbligo vaccinale per over50 e medici? È legittimo: l’ha confermato la Corte Costituzionale

Lo scorso Governo Draghi aveva introdotto l’obbligatorietà della vaccinazione anti-Covid per medici, personale scolastico e altre categorie, pena l’esclusione del lavoro e dallo stipendio. Diversi tribunali si erano mossi in opposizione al provvedimento presentando undici ricorsi ma i giudici della Corte hanno deciso di non accoglierne nemmeno uno, “salvando” di fatto l’obbligo vaccinale.
Kevin Ben Alì Zinati 2 Dicembre 2022
* ultima modifica il 02/12/2022

L’obbligo vaccinale? È legittimo. Lo conferma la Corte Costituzionale che nelle scorse ore si è espressa sul provvedimento imposto dallo scorso governo guidato da Mario Draghi. Sospendere dal lavoro e dalla retribuzione gli over50 e il personale sanitario che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, dunque, è perfettamente costituzionale.

Facciamo un passo indietro. Durante la fase più acuta della pandemia, se ti ricordi, serviva una presa di posizione forte che spingesse in avanti la campagna di immunizzazione, frenasse l’avanzata di Sars-CoV-2 e avvicinasse il ritorno alla normalità.

Così l’esecutivo Draghi decise di imporre l’obbligo del vaccino ad alcune categorie ritenute più suscettibili ai rischi dell’infezione. Ovvero gli over50 (la fascia di popolazione più colpita in quel momento) e tutto il personale sanitario (inevitabilmente più esposta al virus) insieme ad alter categorie come le forze dell’ordine o il personale scolastico.

L’obbligo, come puoi immaginare, non può permettere deviazioni così erano state introdotte anche delle pene per chi sceglieva di non vaccinarsi: sospensione dal lavoro e assenza di stipendio, oltre a una multa.

Diversi tribunali, da Brescia a Catania e Padova fino al Tar della Lombardia e il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia si erano però mossi in opposizione al provvedimento presentando ben undici ricorsi. Mentre il nuovo governo di Giorgia Meloni riammetteva al lavoro i medici non vaccinati, i quindici giudici della Corte hanno valutato i ricorsi decidendo di non accoglierne nemmeno uno, confermando sostanzialmente l’obbligo vaccinale.

I ricorsi riguardavano in sostanza tre punti. Uno contestava l’obbligo della vaccinazione per quei professionisti che svolgevano il proprio lavoro da remoto, senza quindi il contatto diretto con i pazienti. In questo caso la Corte Costituzionale ha chiarito in una nota, di aver “ritenuto inammissibile per ragioni processuali la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiamo adempiuto all’obbligo vaccinale, di svolgere l'attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali”. 

Sulla stessa legittimità dell’obbligo vaccinale e sulla proporzionalità delle sanzioni previste, la posizione della Consulta è stata netta. “Sono state ritenute invece non irragionevoli, né sproporzionate, le scelte del legislatore adottate in periodo pandemico sull’obbligo vaccinale del personale sanitario. Ugualmente non fondate, infine, sono state ritenute le questioni proposte con riferimento alla previsione che esclude, in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale e per il tempo della sospensione, la corresponsione di un assegno a carico del datore di lavoro per chi sia stato sospeso; e ciò, sia per il personale sanitario, sia per il personale scolastico”.

Fonte | Corte Costituzionale 

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