Oggi è la Giornata Nazionale degli Alberi, ma le nostre foreste non se la passano benissimo

La colpa non è solo dei cambiamenti climatici. Secondo Pefc Italia, l’ente che si occupa della certificazione per la gestione sostenibile delle foreste, le principali minacce si chiamano traffico illegale di legno e incendi dolosi. Il responsabile numero uno alla fine si rivela sempre lo stesso: l’uomo.
Federico Turrisi 21 novembre 2019

Repetita iuvant: gli alberi sono i nostri migliori alleati contro il cambiamento climatico e aiutano a purificare l'aria, sottraendo Co2 dall'atmosfera e contribuendo così a limitare gli effetti del riscaldamento globale. Si meritano dunque una giornata tutta per loro. E quella giornata è oggi 21 novembre. Lo sapevi che la Giornata nazionale degli alberi è stata istituita dal ministero dell'Ambiente nel 2013 con la Legge numero 10 "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani", con l'obiettivo di promuovere la tutela dell'ambiente, la riduzione dell'inquinamento e la valorizzazione degli alberi in città?

Numerosi gli eventi previsti in tutta Italia per celebrare la ricorrenza. In primis, il lancio del progetto di riforestazione promosso dalla regione Lazio di cui ti avevamo parlato circa un mese fa, con la piantumazione dei primi 30 mila arbusti. Molto simile è l'iniziativa del Comune di Milano che punta a piantare sul territorio cittadino più di 20 mila nuovi alberi da novembre al prossimo marzo e già questa settimana ne avrà piantati oltre mille. Ma in aggiunta agli eventi istituzionali, ci sono molti altri appuntamenti organizzati da varie associazioni ambientaliste. Il più importante è sicuramente la Festa dell'Albero, la campagna nazionale lanciata ogni anno il 21 novembre da Legambiente.

Nell'Amazzonia brasiliana in un anno è stata persa una superficie pari a 1,4 milioni di campi di calcio a causa della deforestazione

Tutto molto bello, penserai. Se però dovessimo scattare una fotografia, quale sarebbe oggi il ritratto delle nostre foreste? Qui arrivano le note dolenti. Partiamo da un dato. Secondo l'Esa, l'Agenzia Spaziale Europea, nell'agosto 2019 nel mondo gli incendi sono quintuplicati rispetto all'agosto dell'anno scorso: la missione Copernicus Sentinel-3 ha infatti registrato 79 mila incendi, contro i 16 mila rilevati nello stesso periodo del 2018. Greenpeace fa notare che in un anno nell'Amazzonia brasiliana sono andati persi 9.762 chilometri quadrati di foresta, l'equivalente di 1,4 milioni di campi di calcio. Si tratta del livello più alto mai registrato dal 2008. E gli incendi che hanno devastato intere regioni amazzoniche sono per lo più di natura dolosa, per fare spazio a campi coltivati e pascoli per il bestiame.

Sono proprio gli incendi dolosi una delle principali minacce che individua Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale. Gli incendi possono essere provocati anche da ondate di calore anomale e temperature ben al di sopra della media – vedi, per esempio, quello che è accaduto la scorsa estate in Siberia o proprio di recente in Australia -. Gli eventi meteorologici estremi, come la tempesta Vaia, che un anno fa ha letteralmente spazzato via dai 250 mila ai 300 mila metri cubi di alberi, sono destinati ad aumentare di frequenza e intensità a causa del cambiamento climatico. E a pensarci bene, anche in questo caso il principale fattore scatenante va ricercato nelle attività umane.

La deforestazione è alimentata infine anche dal traffico illegale di legno che, stando agli ultimi dati dell'Interpol, assicura alla criminalità organizzata internazionale un fatturato tra i 30 e i 100 miliardi di euro ogni anno; un giro d'affari secondo solo al commercio di droga e superiore perfino al traffico illecito di rifiuti e di selvaggina. E il problema coinvolge anche le aziende italiane che, spesso inconsapevolmente, importano una quota significativa di legno illegale, nonostante la direttiva UE 995/2010 stabilisca l'obbligo di indicare l'origine del legname.

È bene dunque non dimenticarsi mai quanto sia fondamentale il contributo degli alberi per il nostro benessere. In Italia ci sono complessivamente 820mila ettari di boschi e foreste nel sistema delle aree protette, un patrimonio che svolge funzioni ecosistemiche insostituibili, tra cui l’assorbimento di 145 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all'anno.

"Le aree urbane protette costituiscono spesso, per tante persone che vivono nelle città, il primo punto di contatto con un’area naturale", afferma il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri. "La valorizzazione e il potenziamento di tali aree, anche con pregevoli iniziative di sensibilizzazione come la Giornata nazionale degli alberi, è sicuramente una forte leva per la diffusione di una cultura ambientale che faccia capire il valore della sostenibilità e la necessità del giusto equilibrio fra uomo e natura".