Per fortuna anche alla maturità si parla di cambiamento climatico

Maturità 2022, agli studenti è stato chiesto di esprimere una propria opinione su diversi argomenti di attualità. Quest’anno spicca la traccia sui cambiamenti climatici, legata a stretto giro a un discorso del fisico Giorgio Parisi, premio Nobel 2021.
Francesco Castagna 23 Giugno 2022

Dai libri di scuola ai discorsi dei professori, dalle manifestazioni studentesche alla prima prova scritta della maturità. Il cambiamento climatico diventa l'argomento principale in ambito scolastico e convince sempre più studenti e docenti.

Quest'anno, il 22 giugno, i ragazzi che hanno affrontato la maturità hanno potuto scegliere tra diversi temi di attualità: dal mondo iperconnesso di Vera Gheno al discorso alla Camera sui cambiamenti climatici del fisico Giorgio Parisi.

Il Premio Nobel in un discorso alla Camera dei Deputati, l'8 ottobre 2021, per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (1 e 2 novembre 2021 a Glasgow) ha detto: "Anche gli scienziati non sanno tutto. È un lavoro faticoso in cui le conoscenze si accumulano una dopo l'altra. Quando si prevede che la temperatura possa salire, questo è un intervallo che possiamo stimare. Se la temperatura aumenta più di due gradi, entriamo in una incognita, in cui possono esserci fenomeni che non abbiamo previsto e possono peggiorare la situazione". 

In sostanza, Parisi ha esortato i governi a essere più risoluti e compatti nel prendere decisioni sul cambiamento climatico.

Ai maturandi, quest'anno oltre 500mila, è stato chiesto di argomentare queste affermazioni e di esprimere un proprio personale giudizio sull'argomento e sul discorso del fisico premio Nobel.

Giorgio Parisi ha ricevuto questo riconoscimento per aver risolto dei problemi legati ai "Vetri di Spin". Ovvero dei magneti che possono mostrare in modo casuale le proprietà magnetiche (ferromagnetiche e antiferromagnetiche) che dipendono dalla distribuzione probabilistica degli elementi che all'interno producono degli effetti magnetici.

Ma perché è importante che i giovani affrontino il tema del cambiamento climatico, esponendo il loro pensiero a riguardo? Innanzitutto perché i giovani devono imparare a sviluppare un pensiero critico sul tema e perché è tempo che i docenti si facciano carico di questi temi dato che ormai le conseguenze le notiamo nella vita quotidiana: è visibile a occhio nudo la situazione di siccità in cui sta versando il nostro Paese (il fiume Po e il fiume Tevere in secca) e per le alte temperature.

E inoltre, è importante che il corpo studentesco venga a contatto con figure di questo spessore, perché i giovani saranno i cittadini del mondo di domani e dovranno imparare come prendersi cura dell'ambiente e del Pianeta, in linea con il recente inserimento in Costituzione della tutela dell'Ambiente.

Gli studenti, che già stanno dimostrando un'importante attenzione al tema prendendo parte agli scioperi globali sul Clima organizzati dai Fridays for Future, ora sono chiamati davvero a esprimere il loro pensieri non fuori, ma dentro i luoghi in cui, oggi sempre di più, devono essere formati e informati.

La speranza è che questo sia il primo passo. È chiaro che la scuola quindi debba comprendere oggetti e materie di studio come i fenomeni ambientali e climatici con la stessa importanza e consapevolezza con cui si studia la storia.

La campanella è già suonata, e stavolta non è per la ricreazione.