video suggerito
video suggerito
8 Febbraio 2019
10:00

Progettato un “naso” chimico che fiuta particolari inquinanti tossici difficili da individuare

La Commissione europea ha appena finanziato con 2,9 milioni di euro un progetto condotto da vari scienziati europei, che stanno realizzando dei ricettori innovativi per riconoscere e successivamente eliminare sostanze inquinanti che si trovano in alcuni pesticidi e farmaci.

80 condivisioni
Progettato un “naso” chimico che fiuta particolari inquinanti tossici difficili da individuare
Immagine

Non li vedi mai, eppure si trovano ovunque e spesso finisci per assimilarli senza nemmeno accorgertene. L’aria che respiri, infatti, è piena zeppa di inquinanti potenzialmente dannosi, che possono trovarsi sia nei prodotti agrochimici come i pesticidi, sia in quelli farmaceutici come gli antibiotici.

Per riuscire a identificarli ed eventualmente debellarli, la Commissione europea, nell’ambito del programma Horizon 2020, ha deciso di finanziare con una somma di 2,9 milioni di euro il progetto Initio – Innovative Chemical sensors for enantioselective detection of chiral pollutants. Si tratta di un progetto molto importante sia dal punto di vista ambientale che sanitario, condotto da diversi team di scienziati provenienti da cinque Paesi europei, tra cui l’Italia. In prima linea, infatti, ci sono i gruppi di ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma e l’Università del Salento.

Questi “nasi” in fase di progettazione, sono in realtà degli innovativi ricettori che, una volta installati all’interno di alcuni nano-dispositivi intelligenti, saranno in grado di segnalare direttamente la presenza di sostanze nocive industriali nell’aria.

Ma di che sostanze stiamo parlando? Questa tecnologia infatti si occuperà di segnalare soltanto un particolare tipo di inquinanti, che vengono chiamati “chirali”. La loro specificità è che esistono in due forme diverse non sovrapponibili, come se fossero una mano destra e una sinistra. Questa caratteristica si chiama enantiometria e rende molto difficile individuare e rimuovere queste sostanze attraverso le tecnologie “classiche”. Le diverse forme, infatti, presentano gradi di tossicità diversi, difficili da definire e da riconoscere, ma si trovano anche in tantissimi prodotti con cui veniamo spesso a contatto come erbicidi, pesticidi, antibiotici e coloranti. Lo scopo dei nasi che verranno costruiti grazie al progetto Initio, che terminerà nel 2021, è di individuare la forma più tossica ed eliminarla.

I recettori saranno integrati all’interno di nano-dispositivi intelligenti che potranno essere posti direttamente sul campo per segnalare la presenza di queste sostanze. La loro individuazione, potrebbe facilitarne la rimozione prima che possano danneggiare la salute delle persone e dell’ambiente circostante.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.