Proprietà della granadilla, il frutto della passione peruviano

E’ davvero difficile resistere alla granadilla, un particolare frutto della passione che proviene dal Perù. Non è bello da vedersi, ma ha un gusto estremamente dolce, tanto che lo si utilizza per preparare dolci, gelati e diversi succhi. Inoltre, è ricco di minerali, vitamine e fibre: un vero alleato della salute.
Valentina Rorato • 23 Luglio 2021
* ultima modifica il 23/07/2021

La granadilla è un piccolo e dolcissimo frutto, originario del Sud America e appartenente alla famiglia dei frutti della passione. Al suo interno contiene semi neri e croccanti in sacchi di gelatina traslucida. Non si può dire che sia carino, ma è un’esplosione di sapore e fa bene alla salute.

La pianta

La granadilla (noto anche come booger fruit) è originaria del Sud America, nello specifico del Perù, e appartiene alla famiglia dei frutti della passione, come la maracuja. Ci sono ben 200 varietà in circolazione di passion fruit e la granadilla è tra le meno conosciute.

La passiflora non solo è una pianta utilizzata a scopi sedativi, ma è anche utilizzata a scopo ornamentale per i suoi fiori dalle sfumature bianco–violacee

Ha la dimensione di una prugna, una forma che va da rotondo a ovale e una buccia arancione, ma la puoi trovare anche verde o gialla. Rispetto al noto frutto della passione, il gusto è leggermente più dolce.

Il guscio duro è immangiabile. La polpa è gelatinosa, con semi neri commestibili. Ma come mai ha un nome così originale? Lo deve agli spagnoli. Inizialmente scambiarono il frutto sudamericano per un piccolo melograno.

La pianta è pronta a produrre frutti circa 12 mesi dopo la semina. Da quel momento in poi, il coltivatore può raccoglierli tutti i giorni: deve però aspettare che la buccia assuma la caratteristica colorazione arancione. Raggiungono un'età massima di 3 anni. Il ciclo dal fiore al frutto dura 12 settimane.

I valori nutrizionali

Di seguito puoi leggere i valori nutrizionali per 100 grammi di polpa di granadilla.

  • Acqua 72.9 grammi
  • Calorie 97 kcal
  • Proteine 2.2 grammi
  • Lipidi 0.7 grammi
  • Carboidrati 23.4 grammi
  • Fibra 10.4 grammi
  • Zuccheri 11.2 grammi
  • Calcio 12 mg
  • Ferro 1.6 mg
  • Magnesio 29 mg
  • Fosforo 68 mg
  • Potassio 348 mg
  • Sodio 28 mg
  • Vitamina C 30 mg
  • Niacina 1.5 mg
  • Folati 14 µg
  • Vitamina A 54 µg
  • Beta Carotene 743 µg

Le proprietà e i benefici

La granadilla (o passiflora ligularis) ha molte proprietà e benefici per la salute. Prima di tutto ha un basso indice glicemico e ciò lo rende un frutto adatto anche a chi soffre di diabete. Poi contiene molte vitamine essenziali  come A, B1, B2, B3, B9, C, E e K. La vitamina C è particolarmente efficace per rafforzare il sistema immunitario, ma è anche importante per assorbire il ferro.

Potresti pensare che il sapore gradevole sia l'unico motivo per cui questo frutto ti fa sentire meglio, ma il merito potrebbe essere del magnesio. Il minerale è stato collegato a livelli ridotti di stress e ansia. Come molti altri frutti, contiene fibre, fondamentale per la salute dell'intestino e per prevenire la stitichezza. È poi un’ottima fonte di potassio: potresti pensare alla granadilla come a un’alternativa della banana.

Le controindicazioni

Le controindicazioni principali, come per tutti gli alimenti, sono legate alla possibilità di scatenare allergie. La raccomandazione più frequente con la granadilla è quello di evitare di mescolarla con altri frutti perché potrebbero verificarsi alcune interazioni indesiderate.

Gli usi in cucina

La polpa di Granadilla può essere consumata al naturale, oppure viene utilizzata principalmente per creare deliziosi gelati e dare sapore allo yogurt. È ottima nei succhi, nei cocktail analcolici, come ingredienti di pregiate salse o marmellate. In Perù un classico della tradizione prevede di mescolare il succo di granadilla con il succo di arancia o mandarino. Il sapore gentile di questa passiflora ammorbidisce l' acidità degli agrumi e crea una perfetta sinergia. Per gustare uno di questi frutti devi tagliarlo a metà e togliere la polpa e i semi, che sono la parte commestibile, dalla dura buccia.

Fonte | USDA

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