
Un inquinamento invisibile, una minaccia silenziosa. Se il Sud è Terra dei fuochi, il Nord é quella dei veleni. Stiamo parlando dei PFAS, sostanze che abbiamo cominciato a conoscere con il tempo e di cui abbiamo imparato la pericolosità. C'è ancora molto lavoro da fare, anche perché secondo l'inchiesta di "The forever pollution project" più di 17.000 siti in tutta Europa sono contaminati dai PFAS, i "prodotti chimici per sempre". C'è ancora bisogno di bonificare queste aree, ma soprattutto di leggi che vietino l'utilizzo di queste sostanze all'interno dell'Unione Europea.
Ma quali sono le Regioni più inquinate da PFAS? A partire dal Veneto, che è l'area dove le concentrazioni di queste sostanze sono molto alte, le altre Regioni del Nord Italia non se la passano meglio. La mappa dell'indagine giornalistica divide le concentrazioni in quattro macro-categorie: dove la contaminazione è certificata, dove si conoscono le aziende che producono utilizzando PFAS, dove potrebbero esserci delle presunte contaminazioni e dove si trovano gli impianti di produzione e lavorazione di PFAS.

È importante sottolineare che la contaminazione da PFAS non è circoscritta solo ad aree specifiche, ma è presente in modo diffuso, seppur con diverse concentrazioni, in tutto il territorio italiano. I PFAS, purtroppo, sono ormai presenti in molte regioni d'Italia, con diverse aree che presentano livelli di contaminazione preoccupanti. Le aree e regioni più colpite sono:
Nord Italia:
- Veneto, in particolare nelle province di Vicenza, Verona e Padova, dove si trovavano gli stabilimenti Miteni e Chemours, che producevano PFAS;
- Piemonte, nella zona di Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, dove si è verificato il primo caso di inquinamento da PFAS in Italia;
- Lombardia, nelle province di Brescia e Bergamo, soprattutto in aree limitrofe ai fiumi Brembo e Serio;
- in Emilia–Romagna, nelle province di Modena e Bologna, in particolare nella zona di Maranello;
- in Friuli Venezia Giulia, nella provincia di Udine, in particolare nella zona di Codroipo;
Centro Italia:
- in Toscana, nella provincia di Pisa, in particolare nella zona di Castelfranco di Sotto,
- ma non mancano casi anche in Umbria,
- Marche
- e nel Lazio;
Sud Italia:
- nella provincia di Napoli, in particolare nella zona di Giugliano in Campania;
- in Puglia, nella provincia di Brindisi, in particolare nella zona di Torchiarolo;
- in Sicilia, nella provincia di Siracusa, in particolare nella zona di Priolo Gargallo
- e in Sardegna, nella provincia di Cagliari, in particolare nella zona di Elmas.