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7 Dicembre 2020
15:00

Quali sono stati gli effetti del lockdown sull’inquinamento atmosferico? Te li mostra un video della Nasa

Tra le conseguenze delle misure di contenimeto adottate nel primo semestre da diversi Paesi nel mondo (tra cui ovviamente l'Italia) in seguito all'emergenza Covid-19, c'è stata una forte riduzione degli inquinanti nell'aria, in primis del biossido di azoto. Grazie ai modelli computerizzati elaborati dalla Nasa, è possibile vederlo graficamente.

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Quali sono stati gli effetti del lockdown sull’inquinamento atmosferico? Te li mostra un video della Nasa
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La scorsa primavera, quando l'Italia e molti altri Paesi nel mondo hanno imposto misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, non avrai potuto fare a meno di notare una cosa (a maggior ragione se vivi nella pianura padana): si respirava un'aria più pulita. Ed è effettivamente era così. La conferma è arrivata poi dai dati raccolti dalle varie centraline di monitoraggio.

Tanto per fare un esempio, con la forte riduzione dei flussi veicolari, i livelli relativi alle concentrazioni di biossido di azoto si sono abbassati sensibilmente, con punte del 60% in città come Milano e Madrid. In particolare, i ricercatori della Nasa, l'agenzia spaziale americana, hanno notato che da febbraio le restrizioni adottate per via della pandemia hanno ridotto le concentrazioni globali di biossido di azoto di quasi il 20%. In un video pubblicato poche settimane fa, è possibile vedere nel dettaglio qual è stato l'impatto del lockdown  attraverso gli occhi del Geos, il modello computazionale utilizzato proprio dalla Nasa per studiare la composizione atmosferica, che attraverso complessi calcoli matematici ha permesso di fare un confronto tra un 2020 "normale" e il 2020 condizionato dalle misure anti-Covid-19.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.