Reagiresti a un gesto di inciviltà? Un esperimento sociale per mettersi in gioco contro l’inquinamento

Un parco, un gesto di inciviltà, la reazione dei passanti. Cosa faresti se una persona gettasse dell’immondizia a terra proprio davanti a te e con un bidone proprio lì accanto? Abbiamo deciso di scoprirlo.

30 Luglio 2019
17:00
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Reagiresti a un gesto di inciviltà? Un esperimento sociale per mettersi in gioco contro l’inquinamento
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Cosa faresti se una persona gettasse a terra una bottiglietta di plastica vuota proprio davanti a te e soprattutto avendo accanto un bidone dell’immondizia? Probabilmente ora come ora la tua risposta sarebbe “gliela farei raccogliere”, oppure “gli farei notare di essere una persona incivile”. Quasi sicuramente, poi, se ti chiedessi “la raccoglieresti?” mi risponderesti in modo affermativo.

Per verificare quanto sia diffusa la sensibilità ambientale tra i cittadini, abbiamo voluto fare un test per capire in quanti reagirebbero davvero davanti a un gesto di inciviltà. Per ore, un nostro complice ha lanciato a terra una bottiglietta vuota nel bel mezzo di un parco, proprio davanti alle persone che incrociava. Quasi tutti si sono mostrati indifferenti, limitandosi ad allargare le braccia in segno di contrarietà, senza però dire o fare nulla.

A un certo punto, però, si è acceso un barlume di speranza. Un piccolo gesto, che racchiude in sé un inestimabile valore. E che è stato festeggiato a dovere.

Perché l’indifferenza è ancora troppa, e le persone disposte a cambiare le cose ancora troppo poche. Perché se tu sei il primo a non voler compiere un gesto minimo eppure sufficiente per dare l’esempio, come puoi pretendere che siano altri a farlo? Perché si tratta di qualcosa che oggi consideriamo eccezionale, ma dovrebbe diventare la normalità. Perché un mondo più pulito dovremmo volerlo tutti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.