Residuo zero: cosa significa e cosa sono questi prodotti precursori dei “cosiddetti” biologici

Sapresti dire qual è la differenza tra un prodotto biologico e uno a residuo zero? Sai come vengono coltivati e come arrivano nel supermercato sotto casa? Conoscere tutti i passaggi della filiera non è sempre facile, ma è importante capire che tipo di prodotti porti in tavola ogni giorno.
Gaia Cortese 13 gennaio 2019

Hai mai sentito parlare di un prodotto a residuo zero? Forse ancora non sai che con l’espressione “a residuo zero”, ci si riferisce al residuo di prodotti chimici sulla frutta e la verdura che compri abitualmente al supermercato. Di primo acchito, può destare qualche preoccupazione, pensando a tutta la frutta e la verdura portata in tavola che non ha il titolo di "biologica" o per l’appunto "a residuo zero".

Nel settore agricolo integrato (che tende a ridurre l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi ed è a basso impatto ambientale) o convenzionale (che utilizza prodotti chimici per la difesa e la concimazione della terra) è consentito l’utilizzo di tutti o gran parte dei prodotti chimici autorizzati. Quando i prodotti sono a residuo zero, l’unico obbligo che ha l’agricoltore è quello di dover sospendere i trattamenti con prodotti chimici alle piante, con un certo anticipo rispetto alla raccolta, in modo che i prodotti chimici non siano rintracciabili all’interno della frutta o della verdura trattate. Attenzione: ciò non esclude che ci siano comunque delle sostanze chimiche residue del normale metabolismo vivente, ossia tutte quelle sostanze chimiche complesse che vengono scisse dagli organismi viventi in parti più piccole, e che quindi non sono oggetto di verifica nei laboratori d’analisi.

Residuo zero e biologico: c’è differenza?

Qual è la differenza tra un prodotto a residuo zero e uno biologico? Molti consumatori potrebbero essere indotti in errore, pensando che la definizione "a residuo zero" garantisca assenza totale di pesticidi e prodotti chimici, ma non è così. Un prodotto a residuo zero, non contiene residui di pesticidi, anche se per coltivarlo ne sono stati usati diversi. Un prodotto biologico al contrario non li contiene perché per produrlo non ne sono stati proprio usati.

I prodotti vegetali a residuo zero possono essere considerati i precursori dei prodotti biologici di oggi. L’apice del loro successo si è manifestato verso la fine degli anni Ottanta, quando i consumatori hanno iniziato a diventare più attenti a ciò che portavano in tavola, più consapevoli dei danni alla salute, ma anche all’ambiente, provocati da pesticidi, fertilizzanti e altri prodotti chimici. Oggigiorno sulla cresta dell’onda ci sono i prodotti biologici, ma molti consumatori, ritenendo che non sia possibile al 100% produrre frutta e verdura senza intervenire con prodotti chimici, e forse anche frenati dai costi elevati di questi prodotti, preferiscono ancora frutta e verdura a residuo zero.