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18 Febbraio 2020
14:30

Roma in prima fila per le api: approvata nella Capitale una delibera per proteggere gli impollinatori

Una delibera sull’apicoltura urbana che punta a creare nuovi spazi e consapevolezza sulla necessità di proteggere gli impollinatori anche in enormi centri urbani come Roma.

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Roma in prima fila per le api: approvata nella Capitale una delibera per proteggere gli impollinatori
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Le api, lo sappiamo, sono fondamentali per il nostro ecosistema. Questi piccoli impollinatori sono infatti responsabili del 70% circa di ciò che mangiamo e, sebbene molto temuti, garantiscono la vita e la sopravvivenza del Pianeta. Se scomparissero, le conseguenze sarebbero catastrofiche. E purtroppo sta già accadendo.

Per questo, in tutto il mondo negli ultimi anni si sono sono attivate iniziative per tutelarle e consentirne la vita e la riproduzione, anche nei centri urbani dove non siamo più assolutamente abituati a vederle. Eh già perché sebbene facciano un po’ paura, la presenza delle api è necessaria anche in città, nei parchi e nelle aiuole dove purtroppo il numero di questi impollinatori si è ridotto tantissimo. A Roma, proprio per questo, è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea capitolina la proposta di delibera 91/2019 chiamata “Apicoltura Urbana” dedicata appunto alla salvaguardia degli impollinatori in città. Il documento era stato proposto dal Consigliere Daniele Diaco, presidente della Commissione ambiente, e Simona Ficcardi.

Il documento prevede un aumento delle zone destinate al verde pubblico, di spazi da dedicare proprio all’apicoltura urbana, un maggiore coinvolgimento della cittadinanza e soprattutto delle giovani generazioni nella realizzazione di arnie urbane, arnie artistiche, progetti di didattica, manifestazioni, mostre e conferenze per aumentare la consapevolezza sul tema. Così, anche in un’enorme città in cui le difficoltà e i problemi non fanno che accumularsi e accavallarsi, anche l’attenzione per le api viene riconosciuta come una priorità. Perché senza di loro non c’è ecosistema e senza ecosistema non c’è Pianeta.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.