Sai cos’è la Banca europea dell’idrogeno e perché è così importante per il nostro futuro?

Annunciata lo scorso 14 settembre dalla presidente Ursula von der Leyen, la Banca europea dell’idrogeno mira a costruire un nuovo mercato comunitario dell’energia incentrato proprio su questo vettore in modo da ottenere prezzi favorevoli evitando che gli Stati membri si facciano concorrenza tra loro.
Kevin Ben Alì Zinati 19 Ottobre 2022

Accelerare la transizione energetica, eliminare i combustibili fossili e allo stesso tempo staccare la spina alla dipendenza dalla Russia. Tutto costruendo un nuovo mercato comunitario dell’energia incentrato sull’idrogeno.

Per raggiungere quest’obiettivo, la Commissione europea è pronta a creare la Banca Europea dell’Idrogeno: una banca, appunto, “per costruire il mercato dell’energia del futuro”.

L’ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen quando lo scorso 14 settembre, durante lo Stato dell’Unione, ha presentato la proposta di fronte all’Europarlamento di Strasburgo.

Ma che cos’è nello specifico la Banca Europea dell’Idrogeno e perché rappresenta un elemento cruciale per il futuro dell’Europa?

Cos’è

L’idrogeno è una delle soluzioni energetiche sui cui l’Europa ha scelto di puntare con decisione, insieme alle rinnovabili. Ma ti faccio fare un passo indietro.

Forse non lo sapevi, ma l’idrogeno allo stato puro non esiste sul nostro Pianeta e serve quindi ricorrere a diversi processi chimici distinti per ottenerlo.

Il risultato è una forma di idrogeno che viene solitamente distinto in base alle emissioni di gas serra prodotte durante il suo processo di creazione. Il più sostenibile, oggi, è l’idrogeno verde, generato dall’elettrolisi dell’acqua.

Puoi vederla, in sostanza, come la decomposizione dell’acqua nelle sue molecole costituenti, ossigeno e idrogeno appunto, attraverso il passaggio di corrente elettrica.

Per questo, più che una vera e propria fonte come lo sono il sole (energia solare) o il vento (eolico), l’idrogeno è semmai un vettore di energia: per natura, infatti, è in grado di immagazzinare grandi quantità di energia che poi può essere trasformata in elettricità senza produrre emissioni di CO2.

Per poter sfruttare appieno le potenzialità dell’idrogeno e spingere verso un futuro sostenibile serve renderlo il più accessibile possibile, inserendolo in un sistema produttivo efficiente. Serve, insomma, un mercato che sia in grado di collegare la domanda con l’offerta.

L’idea lanciata dalla presidente Ursula von der Leyen va proprio in questa direzione. La creazione di una vera e propria Banca pubblica mira appunto a mettere l’idrogeno sempre più al centro dell’economia energetica europea.

Grazie a un budget di almeno 3 miliardi di euro e al supporto del Fondo per l’innovazione, la banca contribuirà a garantire l’acquisto di idrogeno e a capitalizzare il rapido sviluppo di un economia intorno a questa risorsa.

Sul medio-lungo termine l’idea è quella di costruire un sistema che consenta di ottenere prezzi favorevoli evitando che gli Stati membri si facciano concorrenza tra loro.

Perché è importante

Il piano strategico messo a punto dall’Unione Europea, il cosiddetto Green Deal europeo, punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso una roadmap basata su 50 mosse.

Te ne abbiamo parlato a lungo: l’obiettivo è avviare un radicale cambiamento industriale, ambientale ed economico per provare a garantirci un futuro più sostenibile.

E per passare dalla riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 fino alla carbon neutrality, l’idrogeno rappresenta oggi un attore potenzialmente decisivo e su cui investire.

Anche al netto dello scoppio del conflitto russo-ucraino, che come probabilmente avrai avuto modo di sperimentare anche tu, ha messo in evidenza tutti i limiti e gli svantaggi di un sistema energetico dipendente e non autosufficiente.

Per trovare una soluzione al vincolo con i combustibili fossili di Mosca e un’alternativa al gas naturale, al carbone e al petrolio, lo scorso maggio l’Europa ha poi presentato REPowerEU.

Si tratta di un piano per rendere il continente a emissioni zero nel 2050 anche attraverso investimenti sull’idrogeno. L’intenzione dell’Europa, infatti, è di arrivare a una produzione interna di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile e altri 10 milioni di tonnellate di importazioni ogni anno entro il 2030.

Ecco quindi che un mercato incentrato sull’idrogeno in grado di rendere il vettore una parte integrante del sistema energetico europeo, nei piani dell’Ue non può che aiutarci a raggiungere l’obiettivo: “l'idrogeno può essere un punto di svolta per l’Europa” ha spiegato Ursula von der Leyen.

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