
Il riscaldamento globale e le conseguenze dei cambiamenti climatici stanno mettendo a serio rischio la salute e il mercato dei lavoratori. A dirlo è un recente report dell'Inail, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che mostrano una situazione senza mezzi termini: i lavoratori italiani (come quelli europei) sono esposti negli ultimi anni a uno stress termico fuori la norma. Sono tristi e angoscianti difatti le notizie che puntualmente si leggono sui giornali di cronaca, dove alcuni soggetti perdono i sensi o, in alcuni casi, addirittura la vita a causa delle alte temperature.
Per questo motivo, l'Inail ha messo a disposizione delle aziende e dei lavoratori un vademecum con alcune misure da adottare al fine di non rimanere vittime del grande caldo:
- procedure da seguire in ogni possibile scenario influenzato dalle condizioni meteorologiche, sia in condizioni di lavoro ordinario che di emergenza;
- rimodulazione degli orari e dei turni di lavoro in modo da evitare o ridurre l’esposizione nelle ore più calde;
- installazione di ripari per creare ombra nelle aree di lavoro all'aperto e consentire le giuste pause e un adeguato ristoro nelle ore più calde;
- installazione di punti di fornitura d'acqua in più siti;
- impiego di veicoli da lavoro dotati di cabine chiuse con aria condizionata;
- fornitura di protezioni e indumenti adatti a caldo e a radiazioni ultraviolette (cappello/casco a tesa larga, creme solari protettive; indumenti di raffreddamento come gilet, magliette e berretti refrigeranti);
- fornitura di indumenti e Dpi anche per ridurre il rischio di eventuali contagi da agenti infettivi (come ad esempio stivali o guanti);
- ausili per ridurre lo sforzo fisico da movimentazione dei carichi;
- installazione di aree/impianti di raffreddamento nei luoghi di lavoro interni;
- piani di evacuazione in caso di eventi estremi e gestione del ripristino dei luoghi di lavoro in sicurezza;
- investimenti in infrastrutture per la protezione da catastrofi naturali, come ad esempio la costruzione di protezioni dalle inondazioni;
- formazione e informazione dei lavoratori sulle misure di prevenzione e protezione
È per questo che l'istituto consiglia alle aziende di mettere a punto un complessiva valutazione dei rischi, che tenga conto anche degli effetti dovuti a caldo estremo: radiazioni ultraviolette, piogge violente, inondazioni, dissesto idrogeologico, siccità e incendi.
A tal proposito, il CNR ha da poco introdotto la piattaforma Worklimate 2.0: il nuovo sistema di allerta per segnalare i pericoli legati al caldo per la salute dei lavoratori. La piattaforma metterà a confronto le previsioni del rischio caldo per vari profili di lavoratori, tenendo presente anche le zone in cui è possibile che si verifichi il superamento della soglia di temperatura giornaliera di 35°C.