Soffri di diabete di tipo 2? Bere il caffè previene il fegato grasso

Il caffè non fa sempre male, anzi. I suoi antiossidanti, se consumato con moderazione, possono svolgere un’importante azione antinfiammatoria, soprattutto se soffri di diabete tipo 2. Può infatti prevenire il fegato grasso.
Valentina Rorato 24 Gennaio 2023
* ultima modifica il 24/01/2023

Se soffri di diabete di tipo 2 e sei in sovrappeso, bere un po’ di caffè potrebbe aiutarti a ridurre la gravità della steatosi epatica non alcolica. Lo ha dimostrato un nuovo studio dell'Università di Coimbra, e pubblicato sulla rivista Nutrients.

I pazienti con diabete, in particolare il diabete di tipo 2, soffrono di insulino-resistenza che porta ad alti livelli di zucchero nel sangue e, spesso, soffrono anche di colesterolo alto e ipertensione. Tutte queste malattie portano a depositi di grasso nel fegato, che causano la condizione chiamata fegato grasso. Questo può progredire fino a causare l'infiammazione dell’organo, che si chiama epatite, portando infine a danni al fegato e cirrosi epatica.

Il caffè aiuta a prevenire i danni causati dai radicali liberi. I radicali liberi, che provocano stress ossidativo, sono il principale meccanismo che porta all'infiammazione o al danno epatico nei pazienti con diabete. È lo stesso meccanismo con cui verdure fresche a foglia verde, frutta fresca e multivitaminici proteggono il nostro fegato dal diabete o dal colesterolo alto. Lo studio sostiene che gli antiossidanti di questa bevanda, compresi i polifenoli, contrastano lo stress ossidativo nel fegato,riducendo a sua volta il rischio di fibrosi e migliorando l'omeostasi del glucosio. Ma una volta che si verifica la fibrosi o la cirrosi, non può essere invertita con una caffè, o consumando verdure a foglia verde e frutta fresca.

Lo studio

I ricercatori hanno intervistato 156 partecipanti obesi borderline di mezza età sulla loro assunzione di caffè, di cui 98 soggetti avevano il diabete di tipo 2 e hanno fornito campioni di urina delle 24 ore. Questo test è stato utilizzato per misurare la caffeina e i metaboliti non contenenti caffeina, i prodotti naturali del corpo che scompongono il caffè.

Che cosa è emerso? L'assunzione di caffeina è associata a una diminuzione della fibrosi epatica nella steatosi epatica non alcolica e in altre condizioni epatiche croniche. È stato suggerito che altri componenti del caffè, compresi i polifenoli, riducono lo stress ossidativo nel fegato, riducendo a sua volta il rischio di fibrosi e migliorando l'omeostasi del glucosio sia nei soggetti sani che in quelli in sovrappeso. Tutti questi fattori possono anche alleviare la gravità del diabete del tipo 2.

"A causa dei cambiamenti nella dieta e nello stile di vita moderno, c'è un aumento dei tassi di obesità e dell'incidenza sia del diabete di tipo 2 sia della steatosi epatica non alcolica, che alla fine possono svilupparsi in condizioni più gravi e irreversibili, gravando sui sistemi sanitari", ha affermato l'autore John Griffith Jones, ricercatore senior presso l'Università di Coimbra. “Il nostro studio indica che quantità cumulative più elevate di metaboliti di caffeina e non caffeina misurate in una raccolta di urine delle 24 ore sono associate a un profilo steatosi epatica non alcolica meno grave. Infine, il profilo dei metaboliti della caffeina nelle urine è sensibile alla gravità della NAFLD e può fungere da marker non invasivo dell'espressione epatica del CYP2E1, un importante driver della progressione della steatosi epatica non alcolica".

Fonte | "Increased Intake of Both Caffeine and Non-Caffeine Coffee Components Is Associated with Reduced NAFLD Severity in Subjects with Type 2 Diabetes", pubblicato su  Nutrients, il 20 dicembre 2022

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