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Solstizio d’inverno: scopri cosa succede nel giorno più corto dell’anno e quando cade esattamente

La giornata con la notte più lunga di tutto l’anno o quella in cui comincia l’inverno: nel solstizio di dicembre, contrariamente a quanto accade durante quello estivo di giugno, le ore diurne toccano la durata minima, prima di iniziare ad aumentare a partire dal giorno successivo. Tutti questi aspetti sono legati ad un particolare evento astronomico, che vede il Sole raggiungere il punto più basso sull’orizzonte a mezzogiorno: proviamo a capire perché questo accade proprio nel solstizio d’inverno e qual è la storia di un fenomeno molto celebrato fin dall’antichità.
Alessandro Bai 20 Ottobre 2021

L'evento che segna ufficialmente la fine dell'autunno e l'inizio della stagione più fredda nell'emisfero boreale, ovvero quello a nord dell'equatore, è chiamato solstizio d'inverno: oltre ad essere un momento simbolico di passaggio tra due stagioni, si tratta di un vero e proprio fenomeno astronomico che coinvolge i movimenti del Sole e della Terra, dai quali dipende la durata del dì, che in questa giornata raggiunge il numero minimo di ore nel corso dell'anno, mentre la notte è, al contrario, la più lunga dell'anno.

Solitamente, la data del solstizio d'inverno è il 21 dicembre, anche se non è sempre fissa e in alcuni anni può cambiare per i motivi che ti spiegherò. Prima, cerchiamo però di capire la storia di un evento che veniva celebrato fin dall'antichità ed al quale sono stati attribuiti vari significati.

Solstizio d'inverno

Cosa succede

È prima di tutto il significato della parola solstizio a spiegare cosa succede esattamente nel giorno in cui comincia l'inverno dal punto di vista astronomico. I due termini "sol" e "sistere", che significano rispettivamente "Sole" e "fermarsi", compongono infatti la parola latina solstitium, che può essere tradotta con l'espressione "Sole che si ferma", dato che in questa occasione il Sole dà l'impressione di arrestarsi, raggiungendo il punto più basso e quindi l'altezza minima possibile sull'orizzonte a mezzogiorno. Inoltre, l'arco seguito dal Sole durante il giorno, dall'alba al tramonto, è il più breve in assoluto: è per questo motivo che il solstizio d'inverno corrisponde con il giorno più corto dell'anno in termini di ore di luce nell'emisfero boreale, mentre la notte raggiunge la sua durata massima.

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Uno schema che spiega esattamente cosa succede durante il solstizio d’inverno, mostrando la posizione della Terra nella sua orbita intorno al Sole.

Ti sto parlando di un evento astronomico reso possibile dal fatto che la Terra abbia un asse di rotazione inclinato di 23,27 gradi rispetto al cosiddetto piano dell'eclittica, che è quello su cui giace l'orbita terrestre e che corrisponde con il percorso apparente del Sole in un anno, anche se, come saprai, è il nostro pianeta che in realtà si muove intorno alla stella seguendo quello che chiamiamo moto di rivoluzione. L'inclinazione di cui ti ho parlato, in ogni caso, fa sì che il Polo Nord e il Polo Sud terrestri siano orientati in direzione del Sole per 6 mesi ciascuno, dando vita all'alternarsi delle stagioni. Dal 21 giugno al 21 dicembre, cioè durante l'estate e l'autunno, l'emisfero settentrionale è quello più inclinato verso il Sole e dunque gode di un'irradiazione più diretta dei raggi solari, che invece dal solstizio d'inverno in poi iniziano ad arrivare più obliqui, riscaldando di meno questa fetta del nostro pianeta nella quale, non a caso, comincia la stagione più fredda.

Come ti ho anticipato, poi, tutto quello che ti ho descritto influisce sulle ore di luce, che raggiungono la loro durata minima durante il solstizio d'inverno, con la notte più lunga dell'anno, per poi ricominciare ad aumentare gradualmente a partire dal 22 dicembre e fino al 21 giugno, ovvero in occasione del solstizio d'estate che rappresenta anche il giorno più lungo dell'anno. In mezzo ai due solstizi, rispettivamente il 20 marzo (o 21) e il 22 settembre (o 23), troviamo poi l'equinozio di primavera e l'equinozio di autunno, due giornate nelle quali la durata del dì e della notte è identica.

Tieni presente che nell'emisfero sud o australe funziona tutto al contrario: il solstizio d'inverno in questo caso segna l'inizio dell'estate e le ore di luce raggiungono la durata massima in tutto l'anno, dato che per i 6 mesi successivi sarà il Polo Sud ad essere "piegato" verso il Sole e quindi ad essere colpito più direttamente dai raggi solari.

La data

Per convenzione il solstizio d'inverno corrisponde al 21 dicembre, ma la data può subire alcune leggere variazioni a seconda dell'anno: devi sapere infatti che l'anno solare dura in realtà qualche ora in più dei canonici 365 giorni che consideriamo nel calendario gregoriano, motivo per cui ogni anno anche il solstizio d'inverno, così come quello estivo, ritarda di circa 6 ore.

È proprio l'accumulo di questo ritardo che porta il solstizio d'inverno, di tanto in tanto, a cadere anche il 22 dicembre, come accadrà ad esempio nel 2023. Ogni 4 anni, per evitare che questo sfalsamento diventi eccessivo, si verifica un riallineamento forzato attraverso l'anno bisestile, che prevede un giorno in più a febbraio che compensa le ore perse negli anni precedenti.

Quest'anno, in ogni caso, il solstizio d'inverno sarà il 21 dicembre 2021 e avverrà precisamente alle 16.59.

Il sito archeologico di Stonehenge è uno dei luoghi più suggestivi dai quali osservare il Sole durante il solstizio d’inverno.

Storia

Fin dall'antichità, il solstizio d'inverno ha rappresentato un momento simbolico molto importante per varie culture, che celebravano questa ricorrenza a loro modo. Per esempio, per gli antichi romani la festa dei Saturnali, in omaggio al dio dell'agricoltura Saturno, cadeva proprio nei giorni a ridosso del solstizio d'inverno, tra il 17 e il 23 dicembre, e prevedeva lo scambio di doni.

Visto il periodo, il pensiero va immediatamente al Natale e non per caso, dato che sempre in questi giorni veniva celebrata anche la festa del Sol Invictus, per omaggiare una sorta di rinascita da parte del Sole: un chiaro riferimento a ciò che accade durante il solstizio invernale, dato che dopo il giorno più corto di tutto l'anno le ore di luce aumentavano di nuovo, come a sancire la vittoria della luce sulle tenebre.

Come avrai capito, quindi, il solstizio invernale era una data importante per molti calendari: nella tradizione germanica precristiana corrispondeva alla festa di Yule, che prevedeva l'accensione di fuochi per propiziare il graduale ritorno della luce nei mesi successivi, dopo settimane in cui le ore di buio diventavano sempre di più.

A questo evento astronomico è poi strettamente legato anche il sito archeologico di Stonehenge, in Inghilterra, dove si trova un monumento che nei giorni del solstizio d'inverno e di quello estivo, in momenti precisi della giornata, appare perfettamente allineato al Sole, una particolarità che ha portato diversi studiosi a ipotizzare che questo luogo fungesse nell'antichità da calendario astronomico.