Sophia Kianni: chi è la giovane attivista per l’ambiente che potrebbe raccogliere il testimone di Greta Thunberg

Americana con radici iraniane, 20 anni, iscritta a Stanford, Sophia Kianni ha fondato una noprofit che ambisce a rendere le informazioni sulla crisi climatica alla portata di tutti. Climate Cardinals dichiara oltre 9.000 volontari nel mondo, in 41 Paesi, che ricercano e traducono studi e notizie sul clima.
Martina Alfieri 18 Novembre 2022

Negli ultimi anni i movimenti per l’ambiente sono stati guidati principalmente dai giovani e giovanissimi. Greta Thunberg in particolare, che con i suoi scioperi per il clima partiti nel 2018, quando era solo 15enne, è diventata il volto più noto dell’ambientalismo contemporaneo.

Oggi, però, Thunberg, a 19 anni, ha annunciato di voler lasciare spazio ad altre voci. Una di queste potrebbe essere Sofia Kianni, intervenuta nei giorni scorsi alla Cop 27, a cui invece la fondatrice dei Fridays For Future non ha partecipato.

Sophia Kianni durante la Cop27 di Sharm El–Sheik

Sophia Kianni, classe 2001, nonostante la sua giovane età ha già alle spalle una lunga gavetta da attivista per l’ambiente. Il suo impegno sarebbe cominciato all’epoca delle scuole medie, quando viveva a Teheran. Si è avvicinata al gruppo di Extinction Rebellion, e ha poi militato in veste di “strategist” nel movimento Fridays For Future, organizzando gli scioperi.

Oggi, a 20 anni, Kianni studia "climate science and health policy" – scienze dele clima e politiche sanitarie -all’Università di Stanford e intanto continua a essere in prima linea per chiedere ai governi di uscire dall’inazione e realizzare cambiamenti concreti. Per questo ha fondato Climate Cardinals, una noprofit internazionale che dichiara oltre 9.000 volontari sparsi in 41 Paesi. Il loro obiettivo sarebbe quello di rendere accessibili a tutti, attraverso traduzioni e verifica delle fonti, le informazioni riguardanti la crisi climatica.

Sul palco della Cop27 di Sharm El-Sheik è apparsa sicura e preparata, determinata a fare la sua parte tutelare gli interessi delle giovani generazioni, destinate a subire con più forza le conseguenze dell’emergenza ambientale:

Non c’è un singolo Paese che abbia assunto impegni compatibili con il raggiungimento dell’obiettivo 1.5°C”, accusa Kianni, rivolgendosi alla platea che riunisce i potenti di tutto il mondo. “Nel frattempo, oltre 7 milioni di persone ogni anno muoiono prematuramente a causa dell’aria tossica che respirano dovuta alla combustione di carburanti fossili”.

Oggi Kianni è il membro più giovane dello UN Secretary-General’s Youth Advisory Group on Climate Change, il gruppo di giovani consiglieri del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres in materia di cambiamenti climatici, e chissà che davvero nei prossimi anni non possa farsi carico, seguendo l’esempio di Thunberg, di rappresentare gli interessi dei ragazzi che prima di tutti ci hanno avvertito della necessità di invertire la rotta per garantire un futuro al Pianeta.