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5 Luglio 2021
17:00

Stop agli allevamenti di visoni, Olanda e Austria fanno pressione sull’Ue (e anche gli Usa ci pensano)

Gli stabilimenti dove vengono allevati i visoni si sono rivelati dei serbatoi del coronavirus (questi mustelidi sono infatti suscettibili a una infezione di Covid-19) e in diversi Paesi, come la Danimarca, si è dovuto ricorrere a uccisioni di massa per evitare la trasmissione di pericolose varianti. E se li chiudessimo tutti definitivamente, almeno in Europa?

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Stop agli allevamenti di visoni, Olanda e Austria fanno pressione sull’Ue (e anche gli Usa ci pensano)
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Sulla questione della chiusura degli allevamenti intensivi di animali da pelliccia qualcosa sembra muoversi. Per lo meno in Europa. Certo, ci è voluta una pandemia e non c'è ancora niente di certo, ma il fatto che se ne discuta è già qualcosa. Ripercorriamo brevemente gli eventi. La scorsa settimana Austria e Paesi Bassi hanno chiesto alla Commissione Europea, con una nota ufficiale pubblicata durante l’ultimo Consiglio dei ministri dell’agricoltura europei, di preparare una proposta legislativa per vietare l'allevamento di visoni e di altri animali da pelliccia sul territorio comunitario.

La richiesta ha ottenuto l'appoggio di alcuni Paesi membri, tra cui Belgio, Germania, Lussemburgo, Polonia, Bulgaria, Irlanda, Slovacchia e anche Italia. Altri invece, come Romania, Grecia e Lituania, sono contrari all'introduzione del divieto. E ancora c'è chi (come la Francia) è favorevole a una posizione intermedia, e cioè preferirebbe un divieto solo per le specie selvatiche, che escluderebbe quindi gli animali allevati sia per la carne sia per la pelliccia, come nel caso dei conigli.

Mentre il dibattito prosegue, le associazioni animaliste premono per una chiusura definitiva in tempi brevi. Oltre a essere una fonte di sofferenza per gli animali (rinchiusi in gabbie metalliche piccolissime, in condizioni igienico-sanitarie spesso precarie, e poi uccisi con pratiche crudeli), gli allevamenti si sono rivelati una minaccia per la salute pubblica. I mustelidi possono infatti contrarre il coronavirus SARS-CoV-2 e trasmetterlo anche all'uomo in una forma mutata geneticamente. Dopo la scoperta di diversi focolai negli stabilimenti lo scorso autunno, la Danimarca ha preso di petto il problema e ha abbattuto tutti i 17 milioni di visoni presenti sul suo territorio. In Italia invece il ministro della Salute Roberto Speranza ha sospeso in via precauzionale con un'ordinanza le attività negli allevamenti di visoni per tutto il 2021.

Intanto, anche negli Stati Uniti si sta discutendo di questo tema. Al Congresso è infatti arrivata nei giorni scorsi una proposta bipartisan per bandire l'allevamento di visoni. La motivazione è sempre la stessa: prevenire la diffusione di varianti mutate del coronavirus. Nel disegno di legge avanzato dalla deputata democratica Rosa DeLauro e da quella repubblicana Nancy Mace si prevede anche il divieto di importazione, esportazione, trasporto (oltre che di compravendita) di visoni su tutto il territorio americano.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.