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21 Settembre 2021
17:30

Studiare tra faggi e magnolie: a Milano il Vivaio Bicocca è un’oasi per il mondo accademico

Il Vivaio Bicocca, a Milano, è un luogo di ricerca e progettazione partecipata, praticamente un laboratorio a cielo aperto dove incontrarsi e avere momenti di confronto. Nidi artificiali per le api per capirne il ruolo prezioso, betulle che arrivano fino a dieci metri...un posto davvero magico.

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Studiare tra faggi e magnolie: a Milano il Vivaio Bicocca è un’oasi per il mondo accademico
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Lo hanno inaugurato lo scorso autunno, e ora sta per entrare nel pieno delle sue funzioni. Stiamo parlando del Vivaio Bicocca che, completati gli ultimi accertamenti sulla sicurezza, aprirà le porte all’ateneo e agli abitanti di Milano, proponendo passeggiate, visite guidate e lezioni all'aperto, in una foresta urbana frequentata da uccelli e diversi altri animali. A guidarci nel percorso è la dottoressa in Biotecnologie Industriali Chiara Magoni, referente di attività del Vivaio, un'area di 8 mila metri quadrati che ci invita a osservare querce e specie poco conosciute in una cornice all'insegna dell'ecologia.

Come è nato il suo interesse per le materie scientifiche?

Fin da bambina sono sempre stata una persona curiosa e in particolare la natura diventava, per me, uno spunto in cui nascevano momenti interessanti di riflessione, durante i quali ricevevo risposte sempre più curiose. Mi ha colpito più volte la bellezza della biodiversità, tra piante e animali, mi ha affascinato per le sue forme e i suoi colori. Si è venuta a creare, in poche parole, un'affinità che credo si inizi a percepire sin da quando si è piccoli.

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Che cosa le piace particolarmente dell'attività all'interno del Vivaio?

Soprattutto l’idea, e l'impegno concreto, di voler tutelare una piccola realtà verde all'interno di una città. Un'istituzione come l’Università di Milano-Bicocca ha la possibilità di cambiare molto all'interno del singolo quartiere in cui ha sede, il Municipio 9, e si sta attivando in tale direzione, costituendo un luogo in cui poter promuovere la conoscenza. Stiamo instaurando una serie di contatti e relazioni con associazioni del territorio e con le scuole per organizzare il calendario della primavera del 2022 e varie proposte.

In che cosa consiste l'impegno del vostro team?

Un obiettivo importante è approfondire e mettere in luce la rilevanza fondamentale, all'interno dell'ecosistema, degli impollinatori selvatici, ma anche quello di guardare l'evolversi e le caratteristiche della flora urbana. E, ancora, c'è la volontà di testare degli strumenti per una maggiore stabilità degli alberi. Adulti e bambini avranno modo di intervenire attivamente dando un contributo importante alle ricerche dei docenti, non trovando solamente delle risposte, ma andando a "plasmare" insieme le domande.

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Quali novità ci sono all'orizzonte?

Nel Campus Bicocca sorgerà una struttura circondata da un grande bosco, che ospiterà a sua volta un "biolago" nel quale si potranno trovare anfibi e libellule, che ospiterà anfiteatri per la didattica. La Rettrice, la Professoressa Giovanna Iannantuoni, è stata la promotrice della salvaguardia del Vivaio Bicocca e, grazie a lei e ai suoi sforzi, il Comune di Milano ha dato in concessione all'Università un ettaro di terra per realizzare il progetto. La prima visita ha convinto tutti a mantenere e salvaguardare un angolo prezioso, del quale diventa imprescindibile mantenerne l'autenticità.

Una novità che arricchisce gli studenti…

La cosa speciale è che le aule saranno interamente all’aperto, immerse tra i tronchi. D'altronde non c'è per forza bisogno di pareti oppure di banchi, mentre sono essenziali i dibattiti, le domande e le sperimentazioni pratiche che possono senza dubbio avvenire meglio sul campo. Si potranno avvicinare a fenomeni complessi come l'interazione tra gli insetti e la vegetazione.

Credits: Le foto sono state fornite dalla dott.ssa Magoni

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.