video suggerito
video suggerito
20 Maggio 2019
14:00

Trovato in Sicilia capodoglio rosa spiaggiato: il suo stomaco era pieno di plastica

Tantissima plastica nello stomaco e una grossa ferita sul fianco. Queste sono le condizioni in cui è stato ritrovato un capodoglio rosa di 6 metri sulla spiaggia di Lascari, in Sicilia. Si tratta del quinto caso italiano di cetaceo spiaggiato pieno di plastica nel giro di pochi mesi.

8.782 condivisioni
Trovato in Sicilia capodoglio rosa spiaggiato: il suo stomaco era pieno di plastica
Immagine

L’elenco di pesci, tartarughe e cetacei trovati morti sulle spiagge italiane con lo stomaco pieno di plastica si allunga sempre di più. L’ultimo caso risale ad appena tre giorni fa, quando su una spiaggia di Lascari, in Sicilia, vicino a Cefalù, è stato trovato senza vita un capodoglio rosa. Il cetaceo di 6 metri presentava una grossa ferita su un fianco, probabilmente provocata dallo scontro con un’imbarcazione, e secondo le analisi dovrebbe avere circa 7 anni.

Ma la vera notizia riguarda ciò che è stato trovato all’interno dell’animale.

Le prime immagini del capodoglio, infatti, sono state diffuse dall’associazione ambientalista Greenpeace che ha dichiarato che nello stomaco del capodoglio era presente una grande quantità di plastica.

È già il quinto, preoccupante caso di cetaceo trovato morto con una notevole quantità plastica nello stomaco. Poco più di un mese fa, in Sardegna, un esemplare femmina di otto metri che portava un feto nel grembo è morta in seguito all’ingestione di 22 kg di polietilene tra sacchetti, flaconi e reti da pesca. Ancora prima, a dicembre 2018, il capodoglio ribattezzato Leopoldo era stato recuperato dal litorale napoletano con grosse buste di polietilene e un lungo filo di nylon all’interno dello stomaco.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.