Trump contro gli animali: a causa sua l’estinzione di molte specie è sempre più vicina

Attraverso una serie di piccoli cavilli, l’amministrazione americana sta mettendo in crisi il mondo degli animali. Infatti Trump ha approvato alcune modifiche all’ESA che prevedono la modifica di certi status di animali selvatici che sono in via d’estinzione. Invece di proteggerli, The Donald ha aperto una vera e propria caccia agli ultimi esemplari.
Francesco Li Volti 23 Ottobre 2020

Secondo un recente studio, circa il 20% dei Paesi del mondo rischia il collasso dell'ecosistema a causa della distruzione dell'habitat naturale degli animali selvatici, risultato dell'attività umana e del cambiamento climatico. Tra i Paesi a rischio, gli Stati Uniti si trovano alla nona posizione.

Nonostante questa prospettiva disperata, l'amministrazione Trump ha revocato alcune protezioni per gli animali previste dall'ESA (Endangered Species Act), una specie di Costituzione che garantisce la sopravvivenza degli animali e del loro territorio.

Tra i cambiamenti, l'amministrazione Trump ha ridotto diversi habitat e ha aperto un'enorme quantità di terreni federali per la perforazione di petrolio e gas, l'estrazione di carbone e altre attività industriali, tutte azioni che gli ambientalisti avvertono potrebbero mettere in pericolo le specie animali, che sono fondamentali per la salute dei nostri ecosistemi.

In parole povere, le revisioni a cui facciamo riferimento, indeboliscono le protezioni per le specie minacciate e consentiranno alle agenzie federali di condurre analisi economiche al momento di decidere se proteggere o no un animale. Ecco quali sono le specie più a rischio a causa delle decisioni di Trump.

Il ghiottone

Nel 2019, l'amministrazione Trump ha cambiato il modo in cui viene applicato l'Endangered Species Act, rendendo più difficile la protezione degli animali.

Il Fish and Wildlife Service degli Stati Uniti ha annunciato che negherà le protezioni per il ghiottone della neve. I ghiottoni furono in gran parte spazzati via dal Paese all'inizio del 1.900, a seguito delle campagne di caccia non regolamentate. Attualmente sono rimasti meno di 300 ghiottoni negli Stati Uniti, ma c'è il rischio che possano continuare a diminuire a causa delle scellerate politiche tendenti a favorire l'economia piuttosto che la natura.

Il gallo cedrone

Tra le novità previste, c'è l'apertura di perforazioni di petrolio e gas su 9 milioni di acri di terreno pubblico, proprio dove il gallo cedrone ha il suo habitat naturale. Una volta se ne contavano fino a 16 milioni negli Stati Uniti, ma le popolazioni di questi uccelli sono precipitate negli ultimi decenni.

Per raggiungere il suo obiettivo, l'amministrazione Trump ha pianificato di revocare lo stato protetto del gallo cedrone.

L'orso nero

Trump ha eliminato un divieto su una serie di pratiche che limitavano l'uccisione di orsi e altri predatori nelle riserve nazionali dell'Alaska. In tal modo, ha dato il via libera a pratiche come l'utilizzo dei cani come esche per gli orsi neri e l'uccisione dei cuccioli di orso e lupo nelle loro tane.

La gru

La gru è un uccello in via di estinzione, ma da 1.940 il numero di questi volatili è riuscito a aumentare grazie ai programmi di riproduzione in cattività e gli sforzi di reintroduzione, che hanno incrementato il loro numero a diverse centinaia.

Ma quel ritorno è ora minacciato. All'inizio di quest'anno, l'amministrazione Trump ha indebolito le protezioni del Migratory Bird Treaty Act (MBTA), una legge vecchia di 100 anni che protegge più di 1.000 specie di uccelli, inclusa la gru.

La nuova posizione del governo federale consentirà essenzialmente l'uccisione "accidentale" di volatili.

La balena del Nord Atlantico

A giugno, Trump ha annunciato che la pesca commerciale della balena sarà consentita al largo della costa meridionale del New England. Di conseguenza, centinaia di mammiferi marini, come la balena del Nord Atlantico (una specie in via di estinzione), saranno maggiormente a rischio di impigliarsi negli attrezzi da pesca.

Dopo secoli di caccia commerciale alle balene, rimangono solo circa 500 balene del Nord Atlantico. Sebbene le specie in pericolo abbiano ricevuto lo status di protezione negli anni '30, le balene del Nord Atlantico hanno tardato a riprendersi.

Il tonno rosso dell'Atlantico

A causa della pesca eccessiva e alla continua domanda di tonno rosso sul redditizio mercato del sushi, la quantità di tonno rosso dell'Atlantico si è dimezzata negli ultimi 30 anni.

All'inizio di quest'anno, il National Marine Fisheries Service ha approvato una regola che rimuove le restrizioni sugli attrezzi da pesca nelle aree del Golfo del Messico nei mesi di aprile e maggio, periodo di massima riproduzione del tonno rosso. L'allentamento di queste protezioni significa che le navi possono pescare i tonni e ucciderli con la scusa della "cattura accidentale".

La farfalla Monarca

La mano dell'uomo ha favorito la perdita dell'habitat della farfalla Monarca. Insieme ai cambiamenti climatici, ha comportato una diminuzione del 90% del numero di questa farfalla negli ultimi due decenni.

Le modifiche attuate all'Endangered Species Act stanno minacciando gli sforzi per preservare la farfalla monarca. Attualmente questo insetto si trova a essere una specie "in via di estinzione", ma l'amministrazione Trump vorrebbe declassarla a "minacciata", così da favorire i coltivatori di soia e mais che hanno letteralmente invaso il suo habitat.

Il lupo grigio

I funzionari del Fish and Wildlife hanno proposto di eliminare i lupi grigi dall'elenco delle specie in via di estinzione nei 48 stati del Sud degli Stati Uniti.
Agli inizi del ‘900, la popolazione dei lupi subì innumerevoli perdite, anche se la popolazione è decisamente aumentata negli ultimi decenni, con numeri che ora superano i 5.500.

Montana, Idaho, Wyoming e parti dell'Oregon, dello Utah e dello stato di Washington hanno già rimosso i lupi grigi dalle loro liste in via di estinzione, il che significa che molto probabilmente questa razza di lupo tornerà a decrescere da qui a poco.