Un’invenzione britannica potrebbe risolvere il problema dell’inquinamento causato dagli pneumatici

Ogni volta che un veicolo frena, accelera o gira una curva, gli pneumatici si consumano per attrito e minuscole particelle si disperdono nell’aria. Questo produce 500.000 tonnellate di polveri sottili all’anno in Europa. Un gruppo di quattro studenti dell’Imperial College e del Royal College of Art di Londra ha inventato un dispositivo che potrebbe finalmente “frenare” questo fenomeno.
Francesco Li Volti 30 settembre 2020

Lo sapevi che le microplastiche prodotte dagli pneumatici sono il secondo più importante agente inquinante degli oceani, dopo la plastica? E che l'usura degli pneumatici rappresenta quasi la metà delle emissioni di particolato del trasporto stradale? Tranquillo, quasi nessuno lo sa, o sembra faccia finta di non saperlo.

Uno studio pubblicato su Nature Communications riporta che l'Oceano Atlantico contiene tra i 12 e i 21 milioni di tonnellate di microparticelle prodotte dagli pneumatici. Per questo motivo un gruppo di quattro studenti ha deciso di partecipare al James Dayson Award 2020 con un progetto che si chiama Tyre Collective, aggiudicandosi il primo premio.

Siobhan Anderson, Hanson Cheng, Deepak Mallya e Hugo Richardson sono studenti del master in Design innovativo, gestito dall'Imperial College di Londra e dal Royal College of Art, con la passione comune per l'ambiente. Insieme hanno progettato un dispositivo rivoluzionario, capace di raccogliere le particelle delle microplastiche generate dagli pneumatici.

Come funziona il dispositivo

Facilissimo da adattare a ogni ruota di un'auto, questa invenzione raccoglie le particelle dei veicoli quando frenano, accelerano o girano. Il prototipo, durante i test, ha raccolto il 60% di tutte le particelle degli pneumatici sospese nell'aria.

Il dispositivo riesce ad attirare le particelle tramite l'elettrostaticità e l'aerodinamicità dei vari flussi d'aria (effetto Magnus) che si creano attorno al macchinario. Una volta catturati, i minuscoli pezzi della gomma possono essere riciclati e riutilizzati: il gruppo ha stampato i biglietti da visita utilizzando l'inchiostro prodotto dalla polvere raccolta dagli pneumatici. Ma non solo. Infatti con questa tecnologia potrebbero essere creati addirittura dei nuovi pneumatici.

Uno studio ha dimostrato che l'usura degli pneumatici provoca il 28% dell'inquinamento degli oceani

Uno degli obiettivi proposti dal team è infatti la speranza di dare vita a un'economia circolare senza sprechi e,  soprattutto, senza emissioni. Questo sistema di raccolta permetterà di lavorare nuovamente la gomma per usi stradali oppure per applicazioni industriali anche in altri settori.

Il problema delle auto elettriche

Il tubo di scappamento delle automobili incide per il 50% nella produzione delle polveri sottili, ma l'usura dei freni, dell'asfalto e degli pneumatici influisce per il restante 50%. Un rapporto del 2017 dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, ha stimato che soltanto l'usura degli pneumatici rappresenta il 28% dell'inquinamento complessivo negli oceani. I veicoli elettrici, pur essendo totalmente ecologici, purtroppo non riescono ancora a tamponare questa criticità.

Le macchine elettriche salveranno il mondo, dicono. Grazie alle auto elettriche, le emissioni di CO2 sono in calo, ma le particelle degli pneumatici continuano a inquinare l’aria e l’ambiente. I veicoli elettrici infatti tendono ad essere indubbiamente più pesanti rispetto ai modelli a benzina o a diesel, a causa delle pesantissime batterie. Questo significa una maggiore usura degli pneumatici, che provoca l'inquinamento nell'aria, e il problema torna punto e a capo. A meno che le case automobilistiche non ne approfittino, armandosi di un'invenzione come questa.