Uno studio olandese rivela la presenza di microplastiche nella carne, nel latte e nel sangue degli animali allevati

Nel sangue, nella carne e del latte di mucche e maiali olandesi sono state trovate tracce di microplastiche. Lo afferma uno studio della Vrije Universiteit di Amsterdam, che individua nel mangime degli animali una possibile causa della contaminazione. Un’ulteriore prova della preoccupante e inarrestabile diffusione di microparticelle dannose per la salute in tutte le forme di vita sul pianeta.
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Michele Mastandrea 14 Luglio 2022

Tracce di microplastiche sono state trovate nella carne suina e bovina, così come nel latte e nel sangue di mucche e maiali allevati in Olanda. È il preoccupante esito di una ricerca pilota svolta da scienziati della Vrije Universiteit di Amsterdam e commissionata dalla Plastic Soup Foundation.

Lo studio è stato condotto attraverso test su prodotti reperibili nei supermercati, ma anche direttamente sugli animali ospitati nelle fattorie. Particelle di plastica sono state rinvenute nel 75% della carne e in tutti i prodotti lattiero-caseari testati, così come in ogni campione di sangue animale analizzato dallo studio. In ognuno dei 12 campioni di sangue di vacca e dei 12 di sangue di maiale analizzati sono state infatti rinvenute microplastiche, tra cui polietilene e polistirene.

Le ipotesi sul motivo della contaminazione

Inoltre, in 18 dei 25 campioni di latte analizzati (che includevano latte nei cartoni dei supermercati, serbatoi di latte negli allevamenti e latte appena munto) sono state trovate tracce di microplastiche. Sette degli otto campioni di carne bovina, così come cinque degli otto campioni di carne di maiale analizzati, sono risultati inoltre contaminati.

Risultato rilevante dello studio è anche l'aver individuato alcune delle possibili fonti di contaminazione. In particolare, l'attenzione è sul mangime in pellet per animali. Vale a dire, quel mangime in forma iniziale di farina il quale – tramite processi successivi di iniezione di calore, umidificazione e pressione – viene compattato in particelle più grandi, stabili e non polverose. Altra forma di contaminazione, per quanto riguarda i prodotti di supermercato testati, potrebbero essere gli imballaggi in plastica.

Una notizia pericolosa

Ancora non si conosce pienamente l'impatto sulla salute umana delle microplastiche. In aggiunta però a quello delle particelle inalate tramite vie nasali e legate all'inquinamento atmosferico, si sa già come però pongano una grave minaccia, soprattutto se non verranno presi provvedimenti adeguati per ridurne la circolazione.

Per la dottoressa Heather Leslie della Vua, una delle autrici dello studio, quest'ultimo "dovrebbe fungere da stimolo per esplorare ulteriormente l'intera portata dell'esposizione e tutti i rischi ad essa associati". Gli stessi ricercatori dell'ateneo olandese avevano rinvenuto in uno studio pubblicato lo scorso marzo tracce di microplastiche nel sangue umano. Purtroppo, come sai, la diffusione delle microplastiche nei mari, e nei pesci che li abitano, è sempre più profonda. Se dovesse divenire massiccia anche negli animali di terra dovremmo preoccuparci. E non poco.