“Vi chiedo scusa”: la lettera ambientalista di un astronauta dalla Stazione Spaziale Internazionale

Una lettera di scuse, ma anche, alla fine, di speranza. L'uomo sta lasciando il Pianeta in condizioni disperate e il peso ricadrà tutto sulle prossime generazioni. Oltre a chiedere perdono, quindi, dovremmo iniziare a fare qualcosa, subito.

3 Settembre 2019
18:00
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“Vi chiedo scusa”: la lettera ambientalista di un astronauta dalla Stazione Spaziale Internazionale
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Tante scuse per come stiamo lasciando il Pianeta ai nostri nipoti. Forse dovremmo farlo tutti, ma il primo a iniziare è stato Alexander Gerst, comandante della Spedizione 57 sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Dallo spazio, forse, è ancora più visibile l'impatto dell'uomo sulla Terra: l'inquinamento, la deforestazione, gli oceani pieni di plastica, ma anche le guerre inutili e le divisioni fra i popoli. In fondo, è un unico grande globo perso nell'Universo: dovremmo proteggerlo tutti insieme, invece che perdere tempo ad avere paura del diverso o essere troppo pigri per rispettare l'ambiente in cui viviamo.

Sono Laureata in Lingue e letterature straniere e ho frequentato la Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. Mi occupo principalmente di medicina e ricerca, salute, tematiche sociali, ambiente e sostenibilità. Mi piace trovare spazi verdi nelle città e non mi arrendo all’idea che abitare in zone metropolitane significhi per forza maggiore stress, aria inquinata e frutta e verdura senza sapore. Cerco anche, per quanto possibile, di sfatare i falsi miti su cibo e principi nutritivi, perché quelle che ci suggeriscono le mode non sono necessariamente le scelte più salutari che possiamo fare.