Vuoi abbronzarti? C’è un nuovo principio attivo molto efficace che ti aiuterà

Il professor Di Pietro ci ha spiegato come dovresti comportarti sotto il sole e quale può essere la giusta quantità giornaliera di raggi solari cui sottostare. Ma ci ha anche svelato alcune novità della ricerca scientifica, specialmente riguardo i nuovi principi attivi utilizzati nei prodotti e nelle creme protettive.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Ohga
Kevin Ben Alì Zinati 1 Luglio 2024
* ultima modifica il 01/07/2024
Intervista al Prof. Antonino Di Pietro Specialista in dermatologia e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano

Nemico o alleato? È l’amletica domanda che sorge ogni anno, quando le nuvole si diradano e le piogge incerte della primavera lasciano il posto ai cieli limpidi dell’estate. Il sole porta con sé la voglia di spiaggia o di una giornata all’aria aperta ma ogni volta te lo sarai domandato anche tu: stare tanto tempo sotto il sole fa bene per davvero oppure è un altro modo in cui inconsapevolmente mettiamo a rischio il nostro corpo e la nostra salute?

L'abbronzatura è il meccanismo con cui la nostra pelle si difende quando viene esposta ai raggi del sole. In questi casi, entrano in gioco i melanociti che cominciano a produrre un pigmento, chiamato melanina, che agisce come un filtro, scurendo la pelle e impedendo ai raggi ultravioletti di oltrepassare la nostra cute e provocare danni.

Una pelle abbronzata ha senza dubbio il suo appeal estetico ma quanto è realmente pericolosa? Ne abbiamo parlato con il professor Antonino Di Pietro, specialista in dermatologia e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano.

Professor Di Pietro, sole e pelle del viso: come dobbiamo comportarci?

Ci sono molti dibattiti sul sole. C’è chi è un grande nemico del sole e dice che è la distruzione per la nostra pelle e chi invece lo difende. Io sono un dermatologo “solare” e ritengo che la luce del sole sia un grande bene per la nostra pelle perché è una sostanza naturale, come l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo. Senza luce solare non potrebbe esserci vita sulla terra. Chi prende poco sole tende ad ammalarsi allo stesso modo di chi ne prende tanto quindi, in queste situazioni, credo che l’atteggiamento corretto sia quello di prendere una corretta quantità di sole ed evitare gli eccessi.

Qual è una "buona dose" di sole?

Una mezz’oretta al mattino e al pomeriggio. Se eccediamo e pensiamo di restarci più tempo, allora bisogna proteggere la pelle ed evitare che i raggi ultravioletti siano eccessivi: per questo ci sono ottime creme protettive. In caso di una pelle molto chiara, capelli rossi o biondi e occhi chiari ci si trova di fronte a pelli molto sensibili e anche quella mezz’ora che può essere in media un ottimo tempo può invece diventare eccessiva. Ognuno di noi, quindi, deve sentire su di sé quando si supera il momento e questo può arrivare quando cominciamo a sentire fastidio.

Ci sono dei componenti delle creme solari che dovremmo preferire rispetto ad altri?

Recentemente sono stati scoperti dei principi attivi molto efficaci nel proteggere la pelle e nel non creare quel velo bianco che negli anni scorsi spesso si vedeva applicando prodotti solari. Le nuove creme sono quindi molto più accettate perché non creano inestetismi e soprattutto hanno una composizione che non le rende appiccicose o untuose per la pelle. Un nuovo principio attivo molto efficace, la cui sperimentazione è stata compiuta anche a Milano in collaborazione con l’Istituto Dermoclinico, è basato sulla plusolina. È un composto formato soprattutto da oli naturali che impediscono ai raggi ultravioletti di penetrare con grande potenza. Questi oli riescono a deviare la loro penetrazione nella pelle e a renderli meno aggressivi. Anche una sostanza come la fospidina è interessante.

Di che cosa si tratta? 

Tutti sappiamo che la pelle tende a diventare un po’ più secca quando prendiamo tanto sole oppure in estate, in particolare quando la voglia di abbronzarci ci spinge a passare sotto il sole più tempo del necessario. In queste situazioni diventa utile applicare delle creme che favoriscano l’idratazione e la rigenerazione delle cellule che ogni giorno vengono esposte alla luce, soprattutto se in modo eccessivo. La ricerca recentemente ha fatto importanti progressi e tra le sostanze più efficaci c’è proprio la fospidina. Questa rappresenta un grande passo avanti nel campo della dermocosmesi e della cura della pelle per frenare l’invecchiamento. Grazie alla sua composizione e alla presenza di fosfolipidi rigenera le membrane cellulari e favorisce la formazione di nuovo acido ialuronico, che è di fatto la fonte di giovinezza per la nostra pelle. Con la fospidina siamo in grado di aiutare la pelle a restare giovane e a riparare i danni della luce. Le nuove creme solari tendono dunque a proteggere e anche a rigenerare nel contempo e sono quindi una delle soluzioni migliori per stare al sole con tranquillità.

Video realizzato in collaborazione con Sara Del Dot

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.