video suggerito
video suggerito
13 Settembre 2024
11:30

10 sorprendenti curiosità che (forse) non sapevi sulle barriere coralline

Le barriere coralline sono ecosistemi ricchissimi dal momento che ospitano quasi un quarto delle specie marine esistenti. Ma non solo. Forse non sapevi che i coralli sono animali, e non piante o rocce, che sono vecchio oltre 240 milioni di anni e che sanno pure cantare.

Ti piace questo contenuto?
10 sorprendenti curiosità che (forse) non sapevi sulle barriere coralline
Immagine

Tra le innumerevoli e affascinanti meraviglie che la natura ci offre, le barriere coralline sono uno tra gli ecosistemi più preziosi e intriganti.

Strutture formate da colonie di piccoli organismi chiamati polipi di corallo, queste praterie sottomarine sono eccezionali per tante ragioni, alcune meravigliose, altre utilissime e molte altre estremamente curiose.

Pensa per esempio che le barriere coralline danno dimora a una miriade di specie marine. Sono così ricche di biodiversità che spesso sono chiamate "le foreste pluviali del mare”: ospitano migliaia di specie di pesci, invertebrati e altre forme di vita acquatiche.

Oltre alla bellezza, devi tenere a mente che le barriere coralline sono anche decisamente importanti per la tutela degli habitat e degli ecosistemi marini ma anche per il loro ruolo protettivo delle coste contro gli effetti dell’erosione e delle tempeste.

Proteggerle e conservare dai rischi delle attività umane come l’inquinamento, la pesca eccessiva e, ovviamente, la crisi climatica significa dunque salvaguardare un patrimonio naturale insostituibile.

Le 10 curiosità sulla barriera corallina

Ti racconto poi altre 10 curiosità sulle barriera coralline. Vediamole insieme.

Ricchissime

Ricchissime di biodiversità, dicevamo prima. Considera che nonostante coprano meno dell’1% della superficie oceanica, ospitano circa il 25% di tutte le specie marine.

Utilissime

Già: quasi mezzo miliardo di persone dipende dalle barriere coralline dal momento che forniscono cibo a molte comunità costiere, sostenendo la pesca locale.

Antichissime

Le barriere coralline sicuramente più vecchie di quello che potresti pensare. Considera che popolano i nostri oceani da circa 240 milioni di anni. Le prime barriere coralline si sono formate molto prima dei dinosauri, e quelle attuali hanno tra i 5mila e i 10mila anni.

Immagine

Animali e non rocce

Forse non lo sapevi, ma i coralli non sono piante e nemmeno rocce, bensì animali che vivono in colonie chiamate polipi.

Vogliono il sole

Le barriere coralline hanno estremo bisogno di luce solare per crescere. Questi animali prosperano meglio in acque chiare e poco profonde dove la luce solare può penetrare facilmente.

Attenzione al caldo

Le barriere coralline hanno qualche problema con il caldo. Temperature eccessive infatti possono essere dannose, se l’oceano diventa troppo caldo, i coralli espellono le alghe simbiotiche che vivono nei loro tessuti e vanno incontro ai processi di sbiancamento.

Protezione contro le tempeste

Durante le tempeste o i forti temporali, le barriere coralline possono diventare delle vere e proprie barriere naturali, proteggendo le coste, riducendo la forza delle onde e prevenendo l'erosione costiera.

Immagine

Pulitori dell’acqua

A ben guardare, le Barrier coralline provvedono anche alla pulizia delle acque. Molti coralli e spugne infatti si nutrono di particelle presenti nell'acqua, contribuendo a mantenerla pulita e chiara.

Possono "cantare"

Hai capito bene. Alcuni studi scientifici hanno scoperto che le barriere coralline emettono dei suoni che, esattamente come un canto, possono essere uditi dai pesci e da altri organismi marini.

Si rigenerarono

Le barriere coralline si caratterizzano anche per una straordinaria capacità di rigenerarsi, a patto chiaramente che le condizioni ambientali siano favorevoli e non impattino invece in miniera negativa. Questo dunque non significa che le barriere coralline siano immuni agli affetti dei cambiamenti climatici, anzi.

Fonte | Noaa

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.